Appartamento
7 suggerimenti per scegliere e coltivare le piante in casa
Per coltivare piante in casa, scegli la giusta esposizione, evita sbalzi di temperatura, pulisci le foglie, irriga correttamente e travasa ogni 2-3 anni. Scopri tutti i nostri consigli pratici per riuscirci!
L’hobby di coltivare le piante in casa è sempre più diffuso in Italia, anche perché molte specie d’appartamento, quelle più diffuse, hanno la capacità di assorbire con le foglie gli inquinanti indoor presenti nell’aria delle nostre case e di intrappolarli nel fusto. Avere tante piante d’appartamento ci assicurerà quindi un’aria più salubre!
Talvolta però il nostro impegno viene frustrato da qualche inconveniente e la coltivazione rischia di dimostrarsi un insuccesso. Ecco 7 consigli per avere piante d’appartamento sempre in forma.
SUGGERIMENTI PER SCEGLIERE E COLTIVARE LE PIANTE IN CASA
Ogni varietà ha diverse esigenze di luce e temperatura: alcune crescono bene anche all’ombra ma la maggior parte richiede un locale ben illuminato. Analizziamo quindi la disponibilità di luce dei luoghi dove intendiamo posizionare i vasi delle piante e scegliamo di conseguenza la varietà più adatte.
Se la stanza è esposta a sud, possiamo sfruttare lo spazio fino a 3 metri dalla finestra. Nelle stanze più buio meglio stare almeno a 1 metro. In ogni caso, evitiamo sempre i raggi solari diretti sulle foglie: meglio usare una tenda leggera, che lasci passare la luce ma filtri i raggi.
Molte piante d’appartamento sono di origine tropicale e in natura sono abituate a un’alta umidità ambientale e un clima sempre caldo.
Evitiamo quindi di posizionarle vicino a fonti di calore in inverno, come caloriferi o stufe: l’aria troppo secca potrebbe far seccare le punte e i bordi delle foglie. Per prevenire questo problema, nebulizziamo frequentemente il fogliame con acqua senza calcare a temperatura ambiente. Il calcare ostruisce i pori delle foglie (gli stomi) e l’acqua ghiacciata causa stress termici.
Per aumentare il tasso di umidità vicino alle foglie, raduniamole le piante vicine. Creeremo così un microclima più umido e faciliteremo i compiti di irrigazione e controllo.
Evitiamo anche le finestre o porte-finestre che apriamo spesso in inverno: anche le correnti d’aria gelida possono causare uno stress termico alle piantine più giovani.
Ogni settimana dedichiamo qualche minuto alle nostre amiche piante e puliamo le foglie con un panno inumidito. Serve per togliere la polvere: a lungo andare intasa gli stomi delle foglie e limita la fotosintesi.
Sulle piante con foglie lucide e coriacee possiamo usare un lucidante fogliare. Verificate prima le caratteristiche della vostra poiché non tutte sono adatte.
In questa occasione guardiamo con occhio attento tutte le parti della pianta, anche il terriccio e la pagina inferiore delle foglie. Lo scopo è di cercare tracce di malattie fungine o parassiti: spore nel terreno, piccole uova, macchie decolorate sulle foglie e presenza di piccole ragnatele sono tutti fattori che ci devono indurre in allarme.
Per i vasi più piccoli, quelli che possiamo facilmente trasportare, vi suggeriamo di spostarli vicino a un lavandino, dopo possiamo irrigare liberamente e abbondantemente tutto il terriccio, anche vicino al bordo del vaso. Una volta inzuppato il terriccio, lasciamo il vaso a scolare per almeno 15 minuti per eliminare tutta l’acqua in eccesso. A questo punto possiamo rimettere il vaso sul sottovaso o nel cachepot.
Per i vasi più grandi, che non possiamo spostare, dotiamo di un irrigatore a becco lungo. Ci permetterà di irrigare con precisione tutte le parti del vaso, senza smuovere la terra e senza far fuoriuscire l’acqua dal sottovaso.
Se lasciamo le piante sempre nello stesso posto, le foglie tenderanno a protendersi verso la fonte di luce, dando con il passare del tempo una forma storta alla pianta. Almeno una volta al mese, ruotiamo il vaso di 180° in modo da indurre la pianta ad assumere una forma eretta e corretta. Per i vasi più grandi possiamo usare dei vasi con le ruote o delle piattaforme girevoli.
Le piante in vaso trovano le risorse nutritive nel poco terriccio presente nel contenitore, che in poche settimane dopo il trapianto si esauriscono. Dobbiamo quindi integrare nell’acqua per l’irrigazione dei biostimolanti di origine naturale specifici per piante da fiore, per sempreverdi o acidofile.
Ogni 2/3 anni dovremo travasare le nostre amiche piante. Lo scopo principale è di fornire alla pianta un vaso più grande per permettergli di svilupparsi. Scegliamo un vaso con un diametro leggermente superiore, circa 5/7 cm, rispetto al precedente. Un vaso troppo grande stimolerebbe la produzione di radici e non delle nuove foglie.
Un altro scopo del trapianto è la sostituzione totale del vecchio terriccio con un nuovo substrato, specifico per il tipo di pianta (acidofile, da fiore, sempreverde, succulenta, ecc.). Anche se concimiamo regolarmente le piante, il terriccio col passare del tempo tende a perdere anche alcune caratteristiche fisiche, come la salinità o la capacità di trattenere l’umidità. Inoltre potrebbe nascondere uova di insetti o spore di malattie fungine precedenti. Perciò è bene sostituirlo periodicamente.
All’atto del travaso, misceliamo nel terriccio delle perle bioattivanti a lenta cessione: faciliteranno l’attecchimento delle radici e il successo del trapianto.
Per evitare stress idrici alle piante, all’atto del trapianto inseriamo nel terriccio dei cristalli a lento rilascio. È un polimero di nuova generazione specificamente studiato per il settore agricolo, a base di poliacrilato di potassio, con una struttura assorbente a rete tridimensionale che sfrutta la capacità di associarsi a una quantità d’acqua pari a 400 volte il suo peso. Quando il terreno diventa secco, il polimero rilascia nel terreno più dell’80% dell’umidità immagazzinata, per garantire alle radici l’adeguata idratazione e l’acqua sufficiente.