Appartamento
Come coltivare la Felce di Boston: Nephrolepis exaltata
La Nephrolepis exaltata è una Felce molto decorativa e richiede pochissime cure. Inoltre è un amico dell’aria delle nostre case.
Ci sono tante buone ragioni per coltivare la Felce di Boston nelle nostre case. Anzitutto è una pianta molto resistente, richiede cure davvero limitate e cresce bene anche in zone poco luminose. Un’altra ragione non secondaria è l’aspetto elegante delle sue lunghe foglie pennate ricadenti: è perfetta per i panieri appesi in cui crea un “ciuffo” di foglie sempreverdi.
Ma soprattutto la Felce di Boston ha la capacità di assorbire e intrappolare i micro-inquinanti presenti nell’aria delle nostre case. Dagli anni Sessanta studiamo la capacità delle piante di ridurre l’inquinamento e la Felce di Boston si è dimostrata particolarmente efficace contro la formaldeide (presente in mobili, parquet, moquette, ecc.), il benzene (fumo, detergenti, stampanti, ecc.) e lo xilene (solvente per adesivi e vernici).
La Felce di Boston (Nephrolepis exaltata) è una pianta sempreverde tropicale e sviluppa un ampio ciuffo di foglie. Hanno la particolarità di nascere arrotolate su sé stesse e di allungarsi col passare dei giorni. Le fronde possono raggiungere la lunghezza di 1 metro e non sono pericolose per bambini e animali domestici.
COME COLTIVARE LA FELCE DI BOSTON
È una pianta tropicale e in natura cresce nelle foreste sotto i grandi alberi. Sono quindi abituate a un clima caldo e umido e con poca luce.
Le nostre case, con temperature costanti per tutto l’anno, sono l’habitat ideale per la coltivazione della Nephrolepis exaltata che teme il freddo sotto i 15°C e va in sofferenza sotto i 10°C.
Se possibile scegliamo una posizione luminosa ma non esposta ai raggi diretti del sole. La Felce di Boston è però apprezzata perché cresce bene anche in mezz’ombra, in luoghi “difficili” per altre piante.
Dopo l’acquisto possiamo trapiantare la Nephrolepis exaltata in un vaso più grande. Scegliamo un vaso da appendere oppure creiamo una composizione con altre piante d’appartamento.
Distribuiamo sul fondo del vaso uno strato di materie inerte, come ghiaia o argilla espansa. Usiamo un terriccio per piante sempreverdi e misceliamo al suo interno una dose di cristalli a lento rilascio: si tratta di un polimero naturale di nuova generazione e ha la capacità di assorbire l’umidità in eccesso e di rilasciarla solo quando è necessario. È una “riserva d’acqua” sempre a disposizione delle radici, che aiuterà la pianta in caso di nostra dimenticanza. È un aiuto importante per la Felce di Boston, che richiede un terriccio sempre inumidito.
In seguito la Felce di Boston si travasa quando le radici tendono a uscire dai fori sul fondo. È una pianta a crescita abbastanza veloce: trapiantiamola in un vaso con un diametro leggermente più grande del precedente, per contenerne lo sviluppo eccessivo.
Come abbiamo visto è una pianta che ama i climi umidi, quindi non lasciamola mai senza acqua. Il terriccio deve risultare sempre inumidito.
Il modo migliore per irrigare la Felce di Boston è di spostare il vaso in una bacinella piena d’acqua, in modo che tutto il terriccio possa assorbire dal basso l’umidità necessaria. Periodicamente bagniamo anche foglie per togliere la polvere.
Nei mesi in cui l’aria è particolarmente secca, cioè quando sono in funzione gli impianti di riscaldamento e condizionamento, nebulizziamo settimanalmente sulle foglie acqua a temperatura ambiente senza calcare.
Il terriccio utilizzato per il trapianto esaurisce in poche settimane le sostanze nutritive e dovremo prevedere un programma di concimazione annuale.
Per le piante coltivate in vaso possiamo usare di biostimolanti naturali in formato liquido, da diluire con l’acqua per l’irrigazione. Durante il periodo vegetativo, in primavera e in estate, usiamo ogni 10 giorni in modo alternato un bioinduttore per piante verdi e un biostimolante a base di alghe marine. In autunno e in inverno potremo ridurre a 1 volta al mese.