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Orto

Come coltivare gli Alchechengi

In autunno gli Alchechengi donano il meglio di sé, grazie alle belle lanterne arancioni che racchiudono i frutti. Scopri come coltivarli in giardino o in vaso sul terrazzo!

Coltivare gli Alchechengi in giardino o in vaso sul terrazzo significa godere di una bella fioritura estiva seguita da un’esplosione di colore arancione e rosso donata dalle sue bacche racchiuse in calici, simili alle lanterne cinesi.

 

Originario dell’Asia, l’Alchechengi (Alkekengi officinarum) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanacee ed è facile da coltivare come le piante appartenenti alla stessa famiglia, come Pomodori o Peperoni.

 

In estate, tra maggio e luglio, la pianta si riempi di tanti fiori bianchi. In autunno si trasformano in bacche arancioni e rosse contenute in un calice a forma di lanterna, molto ornamentale. Le bacche sono commestibili e hanno un gusto simile a quello dei Lamponi: possiamo consumarle sia crude in macedonia sia cotte per realizzare gelatine o confetture. Spesso vengono immerse nel cioccolato caldo per realizzare un dolce un po’ diverso, tipico delle festività invernali. Le bacche si raccolgono verso settembre e ottobre.

 

COME COLTIVARE GLI ALCHECHENGI

TEMPERATURA E SOLE

Come tutte le piante Solanacee richiedono molte ore di sole ogni giorno per fiorire e fruttificare generosamente.

 

La temperatura ideale di coltivazione è compresa tra i 18°C e i 28°C. Se viviamo in zona con estati che superano i 30°C è meglio optare per una posizione semi-ombreggiata. In alternativa coltiviamo la pianta in vaso, per poterla spostare in un luogo in ombra nelle giornate più torride.

 

Tollera il gelo fino a -10°C, ma in inverno è bene difendere la pianta dal freddo: stendiamo uno strato di pacciamatura alla base della pianta per proteggere le radici e il colletto dalla brina ghiacciata.

 

Nelle zone con inverni rigidi la pianta può entrare in riposo vegetativo: torneranno a germogliare col ritorno del caldo primaverile.

IL TRAPIANTO

L’inizio della primavera è il periodo migliore per effettuare il trapianto degli Alchechengi. Prepariamo una buca d’impianto con dimensioni doppie rispetto al vaso in cui è contenuta la piantina e stendiamo sul fondo una dose di perle biostimolanti a lenta cessione: stimoleranno l’attecchimento delle radici e forniranno gli elementi nutritivi per i primi mesi. Le perle si sciolgono lentamente nel terreno ed evitano così il rischio di sovraccarico di elementi nutrizionali in esso. Sono efficaci per circa due mesi e vanno quindi integrate ogni 60 giorni: è sufficiente interrare leggermente le perle.

LA CONCIMAZIONE

Se coltiviamo la pianta in giardino, dovremo ripetere la distribuzione delle perle biostimolanti a lenta cessione ogni due mesi, fino alla completa maturazione dei frutti.

 

Se invece coltiviamo gli Alchechengi in vaso, meglio optare per un biostimolante liquido da diluire nell’acqua per l’irrigazione ogni 10 giorni, da marzo a ottobre.

L’IRRIGAZIONE

L’Alchechengi non ama i terreni aridi: se lo coltiviamo all’aperto beneficia delle piogge, ma dovremo irrigare con regolarità soprattutto nei mesi successivi al trapianto e in quelli estivi più caldi.

 

Evitiamo però i ristagni d’acqua vicino alle radici per scongiurare i marciumi radicali e le conseguenti malattie fungine.

 

In estate nebulizziamo acqua sul fogliame alla sera per favorire una buona idratazione.

LA RACCOLTA

Per gustare al meglio i frutti attendiamo che le bacche siano ben mature: si raccolgono verso settembre/ottobre, quando le lanterne diventano gialle o marroni e tendono ad aprirsi.

 

Le bacche troppo acerbe sono tossiche, così come le foglie e le lanterne.

LA DIFESA BIOLOGICA

Così come avviene per le altre piante Solanacee, come Pomodori o Peperoni, i giovani germogli e i fiori possono essere attaccati in primavera da Afidi, Acari, Cocciniglie e altri insetti fitofagi. Preveniamo l’arrivo di questi parassiti trattando la pianta con l’Olio di Neem: è un repellente di origine naturale che rende inospitale la pianta per gli insetti.

 

In presenza di Afidi e Cocciniglie trattiamo le parti colpite con il Sapone molle di Potassio: è una soluzione naturale capace di togliere in modo efficace la melata, cioè la sostanza appiccicosa rilasciata da questi insetti sulla pianta. Usiamo contestualmente anche una miscela di oli essenziali, utile per limitare la presenza di parassiti e spore fungine.

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