Orto
Come coltivare i Finocchi
Oggi parliamo dei Finocchi: una coltura tipica degli orti mediterranei che cresce bene in tutta Italia e in tutte le stagioni!
Coltivare i Finocchi nell’orto è una scelta che unisce gusto, salute e tradizione agricola mediterranea. È un ortaggio capace di regalare raccolti generosi nei mesi più freschi, quando molte altre colture rallentano. Inoltre, con le giuste attenzioni agronomiche, si adatta bene a gran parte delle regioni italiane, dal nord al sud.
Il Finocchio (Foeniculum vulgare) appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è quindi un lontano “parente” delle Carote e del Sedano. Pur essendo una pianta biennale viene coltivata come annuale poiché ci interessa soltanto il suo grumolo, cioè la parte commestibile composta dall’ingrossamento delle guaine fogliari basali. Nel secondo anno di vita la pianta termina il suo sviluppo vegetativo con la produzione di un alto stelo fiorale: ma è poco interessante da un punto di vista orticolo poiché rende duro il grumolo che utilizziamo in cucina.
La pianta è costituita da foglie finemente suddivise di colore verde brillante e con profumo intenso caratteristico del Finocchio.
Possiamo scegliere tra diverse varietà di Finocchi che possono differire per la forma: il Finocchio romanesco è tondeggiante mentre quello mantovano ha una forma piatta allungata, ma troviamo specialità in ogni regione italiana, come il Finocchio Bianco di Firenze, quello Chioggia e di Sicilia. Possono variare anche i cicli di coltivazione, ci sono infatti piante tardive o precoci, adatti ai vari periodi dell’anno: il Finocchio romanesco è più indicato per una coltivazione autunnale, mentre quello mantovano è primaverile. Per la scelta varietale sono quindi cruciali la zona climatica e il periodo di semina.
COME COLTIVARE I FINOCCHI
Il Finocchio predilige temperature comprese tra i 15°C e i 24°C per uno sviluppo ottimale del grumolo. Sopra i 30°C tende alla prefioritura e può arrestare la sua crescita. Le varietà invernali resistono al freddo fino a -2/0°C, ma sotto i -5°C il tessuto del grumolo subisce danni irreversibili.
Scegliamo una posizione soleggiata specialmente nel nord Italia. Nelle zone più calde dovremo prestare maggiore attenzione all’irrigazione.
Prima della semina e del trapianto dovremo preparare il letto di semina lavorando il terreno fino a una profondità di circa 30 cm. Rendiamo soffice il terreno rompendo le zolle più dure ed eliminiamo pietre e resti di altre piante. Livelliamo il terreno con un rastrello e integriamo nel suolo una dose di biostimolante a lenta cessione. Questa concimazione sarà sufficiente per tutto il ciclo vegetativo.
Manteniamo una distanza di circa 25 cm tra ogni piantina e circa 50 cm tra ogni fila. Se coltiviamo le piantine troppo vicine rischiamo di ottenere dei grumoli più piccoli.
Se desideriamo raccoglie i Finocchi per molti mesi sarà sufficiente prevedere una semina scalare, ogni 10/15 giorni.
Per una raccolta primaverile dovremo effettuare il trapianto verso marzo-aprile. Se invece desideriamo ottenere una raccolta autunno-invernale dovremo effettuare il trapianto in luglio/agosto nel nord Italia e in agosto/ottobre nel sud.
Nei primi mesi, sarchiamo periodicamente le aiuole per eliminare le piante infestanti.
Il Finocchio richiede irrigazioni regolari: il terreno deve rimanere fresco ma mai asfittico.
In estate le irrigazioni frequenti e moderate evitano lo stress idrico e fenomeni di pre-fioritura. In autunno potremo diradare gli interventi ma manterremo il terreno fresco e umido fino alla raccolta dei grumoli.
Se iniziamo la coltivane dai semi la raccolta avverrà dopo circa 80/100 giorni in primavera o dopo 100/120 in inverno; il freddo rallenta leggermente la crescita. Se invece iniziamo la coltivazione dalle piantine già sviluppate dovremo attendere circa 70 giorni in primavera e 90 giorni in inverno.
Quando il grumolo è ben formato ed è grande come una pallina da tennis possiamo iniziare la raccolta.
La raccolta si effettua con un coltello affilato e tagliandolo alla base. Eliminiamo le guaine esterne più rovinate e accorciamo le altre, lasciando un gambo di circa 10 cm. Possiamo valutare di lasciar crescere alcune piante per la produzione dei fiori, per ottenere i semi.
I Finocchi possono essere attaccati da molti parassiti, soprattutto Afidi e Nottue.
Gli Afidi colonizzano le parti tenere succhiando la linfa e trasmettendo virosi. Possiamo combatterli periodici trattamenti con Sapone Molle di Potassio. Svolge una duplice azione: lava la melata, cioè la sostanza appiccicosa rilasciata da questi insetti sulla pianta che genera malattie fungine chiamate Fumaggini e allontana gli insetti adulti creando un habitat inadatto per la loro ovideposizione e alimentazione. Anche l’Estratto di Ortica è utile contro gli Afidi: è un riconosciuto insetticida naturale e si usa in modo preventivo ogni 14 giorni e ogni 7 in caso di invasione.
Le Nottue depongono le uova sulle piante e le larve che ne fuoriescono rosicchiano le foglie e i grumoli. La soluzione preventiva più adatta contro le larve di lepidotteri sono i prodotti a base di Neem. Contengono azadiractina, un principio attivo fagorepellente per le larve. Possiamo ricorrere a un Olio di Neem spray pronto all’uso per nebulizzarlo sulle foglie oppure un Olio di Neem concentrato da diluire in acqua e versare direttamente nel terreno per un trattamento radicale.
Tra le malattie fungine, sono frequenti la Peronospora, l’Oidio e i marciumi radicali, favoriti da un’eccessiva umidità. Per prevenire questi problemi è bene evitare i ristagni idrici, mantenere la giusta distanza tra le piante e rispettare la rotazione colturale: attendiamo almeno 3/4 anni prima di ripiantare delle Apiaceae nello stesso appezzamento, specialmente se abbiamo avuto riscontrato malattie fungine.
Per prevenire e combattere le malattie fungine possiamo effettuare trattamenti periodici con l’Estratto di Equiseto: si tratta di una sostanza di base ricavata attraverso il decotto degli steli aerei della pianta dell’Equisetum Arvense. È ricco di sali minerali ed è quindi un ottimo fertilizzante, ma è soprattutto ricco di Silice che impedisce la formazione delle spore fungine. Spruzzato ogni 10 giorni in primavera e in autunno limita lo sviluppo della Peronospora, dell’Oidio e altre malattie fungine.
Anche trattamenti con Farina di Basalto sono utili per contenere le malattie fungine e i marciumi radicali. Si tratta di una polvere micronizzata di roccia vulcanica con uno spiccato effetto idrorepellente, che crea una barriera fisica a base di silicati, utile per proteggere le piante dalle malattie fungine. Non consentendo all’acqua di fermarsi sulle superfici, diminuisce la possibilità di penetrazione dei funghi nelle foglie.