Orto
Come coltivare il Broccolo Romanesco in modo biologico
Il Cavolfiore romanesco è uno degli ortaggi più scenografici, grazie alle sue infiorescenze dotate di una geometria perfetta!
Coltivare il Broccolo romanesco significa portare nel nostro orto una delle piante più affascinanti e scenografiche. La sua geometria perfetta, con infiorescenze disposte secondo la successione di Fibonacci, lo rende unico non solo dal punto di vista estetico ma anche nutrizionale, grazie all’alto contenuto di vitamine e sali minerali.
Noto come Cavolfiore romanesco, il Broccolo romanesco è una cultivar di Cavolo (Brassica oleracea) originario delle campagne laziali. È una pianta annuale caratterizzata da grandi foglie lobate di colore verde glauco e dalla particolare infiorescenza piramidale di colore verde brillante, composta da numerosi meristemi disposti in spirali geometriche.
È un ortaggio tipicamente autunnale e invernale e, a seconda del periodo di semina, si raccoglie da settembre a marzo. Possiamo scegliere tra diverse cultivar con cicli colturali differenti: il Romanesco precoce si raccoglie in autunno, mentre il Romanesco tardivo resiste meglio al freddo e si raccoglie in inverno.
COME COLTIVARE IL BROCCOLO ROMANESCO
Il Broccolo romanesco predilige un clima fresco e temperato. Le temperature ottimali per la crescita sono comprese tra i 10°C e i 20°C. Teme il caldo oltre i 30°C, che ne arresta lo sviluppo e la formazione delle teste, mentre tollera bene il freddo fino -5°C.
Per crescere generosamente scegliamo una posizione soleggiata.
La pianta resiste abbastanza bene al freddo, ma nelle zone con inverni rigidi proteggiamola con un velo traspirante di tnt (tessuto-non-tessuto). Una pacciamatura con materiali naturali aiuta a mantenere il suolo più caldo e a ridurre i danni da gelo.
La semina si effettua alla fine dell’estate per ottenere raccolti autunnali e invernali. Prima della semina arricchiamo i solchi e le buche per il trapianto con una dose di perle biostimolanti a lenta cessione. Forniranno i nutrienti necessari e stimoleranno l’attecchimento dei semi.
Ripetiamo questo tipo di concimazione dopo circa 60 giorni per migliorare la resa.
All’atto della semina manteniamo una distanza di circa 60 cm tra le piante e 70 cm tra le file.
La semina può essere anticipata già a giugno/luglio in un semenzaio protetto dal caldo estivo. Dopo circa 30/40 giorni, quando le piantine avranno 4/5 foglie possiamo trapiantarle nell’orto.
Il Broccolo romanesco ama terreni freschi e umidi, ma senza ristagni. Irrighiamo regolarmente le piantine, specialmente nelle prime fasi di crescita e durante l’ingrossamento della testa.
Irrighiamo nelle prime ore del mattino, evitando di bagnare le foglie per prevenire le malattie fungine.
Come per tutti i Cavoli, anche il Broccolo romanesco è particolarmente apprezzato da alcuni insetti parassiti come le Altiche egli Afidi. Monitoriamo la presenza di questi parassiti con le Trappole cromotropiche ed effettuiamo trattamenti preventivi con Olio di Neem e Farina di Basalto. In presenza degli insetti adulti trattiamo le zone colpite con estratti di Oli di Agrumi e il Macerato di Crisantemo. Contro gli Afidi è utile anche il Sapone molle di Potassio poiché toglie la melata, una sostanza zuccherina rilasciata da questi parassiti. La difesa biologica prevede l’uso congiunto di diverse soluzioni, tutte atte a migliorare le difese naturali delle piante.
Ci sono poi negozi tradizionali dei Cavoli come la Farfalla cavolaia (Pieris brassicae) e la Nottua del Cavolfiore (Mamestra brassicae) che depositano le uova sulle foglie, da cui fuoriescono larve voraci. Controlliamo le piante frequentemente e togliamo manualmente i bozzoli e le uova. Per limitare la presenza di questi parassiti, effettuiamo trattamenti preventivi con prodotti a base di Neem. Contengono Azadiractina, un principio attivo fagorepellente per le larve delle farfalle. Possiamo ricorrere a un Olio di Neem spray pronto all’uso per nebulizzarlo sulle foglie oppure un Olio di Neem concentrato da diluire in acqua e versare direttamente nel terreno per un trattamento radicale.
Trattandosi di coltivazioni autunnali, quando l’umidità è maggiore, anche le malattie fungine devono essere tenute sotto controllo. L’Oidio (mal bianco) si manifesta con una muffa biancastra, la Peronospora causa macchie giallastre e necrosi e l’Alternaria provoca macchie necrotiche. Una corretta rotazione colturale limita questo tipo di problemi e uno strato di pacciamatura è utile per ridurre le irrigazioni. Preveniamo e combattiamo le spore con trattamenti con Estratto di Equiseto e Farina di Basalto.
È buona pratica eliminare le foglie secche o danneggiate durante il ciclo vegetativo, per prevenire l’insorgenza di malattie e migliorare l’aerazione della chioma. Gli orticoltori professionisti eliminano le foglie basali più grandi per favorire l’ingrossamento della testa, ma l’operazione va eseguita con moderazione.