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Ornamentali

Come coltivare il Corydalis calycosa in giardino

In primavera inizia la fioritura del Corydalis calycosa, una bella pianta erbacea perenne che dona infiorescenze sui toni dell’azzurro e del viola.

Possiamo coltivare il Corydalis calycosa se desideriamo caratterizzare il nostro giardino con una pianta affascinante e poco diffusa in Italia. È apprezzata per la bella fioritura primaverile molto profumata e sui toni del blu e dell’azzurro.

 

Il Corydalis calycosa è una pianta erbacea perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Papaveraceae. È caratterizzata da un portamento cespitoso e leggero: le foglie sono di colore verde chiaro e ricordano nell’aspetto alle Felci.

 

I fiori riempiono la pianta da aprile a giugno e sono tubolari, spesso riuniti in racemi, con tonalità che variano dal blu al viola, talvolta con sfumature più chiare. In condizioni favorevoli la fioritura può prolungarsi fino ad agosto. I fiori sono molto decorativi e attraggono gli insetti impollinatori come api e bombi.

 

COME COLTIVARE IL CORYDALIS CALYCOSA

TEMPERATURE E SOLE

Predilige i climi temperati e freschi, con temperature comprese tra i 10°C e i 25°C. Soffre il caldo intenso: oltre i 30°C può entrare in stress e disseccare la parte aerea. Tollera invece il gelo fino a -10/15°C.

 

Non ama i raggi solari diretti e non richiede di molte ore di sole giornaliere per fiorire generosamente. Scegliamo una posizione in mezz’ombra o ombra luminosa. In questo modo proteggeremo il fogliame dai raggi solari diretti nelle ore più calde della giornata.

 

Durante l’inverno, la pianta entra in riposo vegetativo. Nelle zone più fredde pacciamiamo il terreno con foglie secche o cortecce per proteggere dal gelo i rizomi. In caso di gelate intense e prolungate, proteggiamo il fogliame un velo traspirante di tnt (tessuto-non-tessuto). Nei climi miti invece non sono necessarie particolari protezioni.

IL TRAPIANTO

Il trapianto si esegue in primavera o in autunno, scegliendo una posizione riparata e un terreno ben drenato. La buca dovrà avere dimensioni doppie rispetto al vaso in cui è contenuta la piantina. Per controllare il buon drenaggio, versiamo un po’ di acqua nella buca e verificare il rapido assorbimento. Il terreno deve assorbire l’acqua come una spugna: se si crea una pozzanghera dovremo modificar la struttura del terreno o scegliere un altro posto.

 

Sul fondo della buca distribuiamo una dose di perle bioattivanti a lento rilascio. È soluzione naturale utile per favorire una sana attivazione dei processi metabolici della pianta e stimolare l’attecchimento delle radici.

L’IRRIGAZIONE

Dopo il trapianto dovremo irrigare periodicamente finché le radici non si saranno affrancate e la pianta inizierà a vegetare.

 

Le piante adulte richiedono un’irrigazione regolare ma moderata. Il terreno deve rimanere fresco, mai completamente secco, ma nemmeno eccessivamente bagnato. Durante l’estate aumenteremo leggermente le annaffiature, soprattutto in presenza di temperature elevate. In inverno invece le irrigazioni vanno ridotte drasticamente.

LA CONCIMAZIONE

La concimazione deve essere equilibrata e non eccessiva. In primavera e in estate interriamo ai piedi della pianta delle perle bioattivanti a lento rilascio.

LA POTATURA

Non richiede una vera e propria potatura per crescere meglio. Limitiamoci a rimuovere regolarmente i fiori appassiti per stimolare nuove fioriture e mantenere la pianta ordinata.

 

In primavera possiamo eliminare i rami e le parti danneggiate o secche. Usiamo sempre cesoie affilate e disinfettate e proteggiamo le ferite più grandi con un mastice cicatrizzante e quelle più piccole con un estratto di Propoli.

LA DIFESA BIOLOGICA

Il Corydalis calycosa può essere attaccato dagli Afidi, specialmente durante la fase di crescita primaverile. Questi parassiti hanno un apparato boccale dotato di un rostro per bucare le foglie e aspirare la linfa: in questo modo indeboliscono la pianta. Possiamo eliminarli con trattamenti periodici con il Sapone Molle Potassico e gli Estratti di Ortica.

 

Anche le Lumache rappresentano un problema, poiché sono attratte dal fogliame tenero in primavera: possiamo limitare la presenza di Lumache e Limacce creando delle barriere con la Sepiolite, che per sua natura risulta invalicabile per le Lumache. Si tratta di un materiale naturale inerte e si ottiene dalla frantumazione di un minerale. Non modifica la composizione del terreno e ha la proprietà di assorbire rapidamente l’umidità e di trattenerla. È lo stesso materiale utilizzato per la sabbia per i gatti. Risulta troppo asciutta e quindi invalicabile per le Lumache.

 

Tra le malattie fungine, segnaliamo l’Oidio che può comparire in condizioni di scarsa ventilazione. È importante garantire una buona circolazione dell’aria e evitare eccessi di umidità. L’uso dell’Estratto di Equiseto è utile contro questa malattia fungina. Anche la Farina di Basalto, ricca di silicati, dimostra uno spiccato effetto idrorepellente: impedendo all’acqua di depositarsi sulla superficie delle foglie diminuisce la possibilità che i fungo possano penetrare all’interno del tessuto vegetale. La “barriera fisica” creata sulle foglie dalla Farina di Basalto evita anche gli attacchi degli insetti poiché l’azione disseccante del Silicio corrode la cuticola dei parassiti.

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