Appartamento
Come coltivare la Alocasia sanderiana in casa
Le Alocasie sono una grande risorsa per decorare di verde le nostre case: sono tante le specie che si coltivano come piante d’appartamento e spesso hanno foglie davvero spettacolari.
Coltivare la Alocasia sanderiana in casa non è difficile e non mancherà di stupire i nostri ospiti con le sue foglie davvero originali.
Le Alocasie sono un genere di piante erbacee perenni che comprende più di 60 specie differenti: molte delle quali vengono usate come piante d’appartamento per il fogliame particolarmente decorativo. Come la Alocasia zebrina con il fusto striato molto di moda negli ultimi anni, oppure la Alocasia Polly con nervature più chiare, la Alocasia pink dragon con fusti rosa o la Alocasia portodora con foglie molto grandi.
La Alocasia sanderiana è invece caratterizzata da grandi foglie di colore nero-verde a forma di freccia, con margini ondulati, su cui spiccano le venature bianco-argentee, quasi metalliche. La pagina inferiore delle foglie tende al rossiccio per completare la bellezza di questo esemplare.
COME COLTIVARE UNA ALOCASIA SANDERIANA
La Alocasia sanderiana è originaria delle Filippine e delle zone tropicali del sud-est asiatico, quindi richiede un clima molto caldo e con un buon tasso di umidità ambientale.
Non tollera il freddo sotto i 15°C e va coltivata in casa, in una posizione luminosa ma evitando i raggi diretti del sole.
Scegliamo una posizione lontana da fonti di calore e dagli spifferi gelidi, per esempio di una finestra che apriamo spesso anche in inverno.
Le foglie delle Alocasie contengono un lattice tossico se ingerito: posizioniamo la pianta in luoghi non facilmente accessibili in presenza di animali domestici o bambini piccoli.
Dopo l’acquisto possiamo trapiantare la Alocasia in un contenitore leggermente più grande, dotato dei fori di drenaggio sul fondo per evitare i ristagni d’acqua.
Scegliamo un terriccio di buona qualità specifico per piante d’appartamento sempreverdi e misceliamolo all’atto del trapianto con una dose di cristalli a lento rilascio: si tratta di un polimero naturale di nuova generazione che ha la capacità di assorbire l’umidità in eccesso e di rilasciarla solo quando è necessario. È una “riserva d’acqua” sempre a disposizione delle radici, che aiuterà la pianta in caso di nostra dimenticanza.
Irrighiamo con regolarità per mantenere il terriccio sempre umido e interveniamo solo quando il substrato risulta asciutto al tatto. Evitiamo gli eccessi, forieri di macchie sulle foglie, afflosciamento dei fusti o marciumi radicali. Non c’è una regola valida ogni occasione e la frequenza delle irrigazioni di pende dalla temperatura ambiente, dalla grandezza del vaso e altri fattori.
Impariamo a toccare il terriccio, infilando un dito nel terreno, per verificare se è ancora umido o se risulta secco. Irrighiamo quando il terriccio è asciutto.
Dopo ogni irrigazione svuotiamo l’acqua in eccesso nel sottovaso. Serve per prevenire marciumi radicali e malattie fungine.
Il terriccio utilizzato per il trapianto esaurisce rapidamente le sostanze nutritive e toccherà a noi apportare gli elementi necessari per una crescita rigogliosa della pianta. La Alocasia tende a produrre costantemente nuove foglie ed è bene sostenere questo processo di sviluppo.
Possiamo utilizzare delle perle biostimolanti a lento rilascio che alimentano gradualmente le radici fino a tre mesi. Dovremo solo interrarle leggermente nel substrato prima dell’irrigazione, ogni tre mesi.
In alternativa possiamo usare un biostimolante per piante verdi da aggiungere all’acqua per l’irrigazione ogni 10 giorni in primavera e in estate. In autunno e in inverno possiamo ridurre a 1 volta al mese.