Ornamentali
Come coltivare la Gaillardia sul terrazzo
Colori brillanti e fioriture abbondanti: se state cercando una pianta per un terrazzo fiorito in estate, l’avete trovata: si chiama Gaillardia!
Se amate le tonalità brillanti e le fioriture estive abbondanti vi suggeriamo di coltivare la Gaillardia tra le piante sul terrazzo.
È una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria del continente americano. Si possono annoverare circa 20 specie di Gaillardie, ma se a queste aggiungiamo le varietà e le cultivar superiamo le duecento. Nei centri giardinaggio possiamo facilmente esemplari di Gaillardia grandiflora, Gaillardia aristata e Gaillardia pulchella.
Sviluppa un cespuglio composto da foglie lanceolate che può raggiungere fino gli 80 cm in altezza e i 40 cm in larghezza. Nella Gaillardia grandiflora i petali formano una sorta di grande margherita, con i petali bicolori giallo/rossi o rossi/marroni. Le appariscenti fioriture iniziano da giugno e proseguono fino a settembre e attirano gli impollinatori grazie ai petali multicolori.
Nei mesi invernali la Gaillardia entra in riposo vegetativo e tende a perdere la parte aerea: la radice rimane però attiva e quando tornerà il caldo, nella primavera successiva, tornerà a germogliare e a produrre boccioli e fiori.
COME COLTIVARE LA GAILLARDIA
È una pianta rustica che tollera sia il caldo sia il gelo invernale fino a -15°C. In inverno possiamo lasciarla sul balcone in quasi tutta Italia, senza necessità di spostarla in una serra fredda.
Una posizione soleggiata ci garantirà una fioritura abbondante. Cresce anche in mezz’ombra ma fiorirà meno.
Tollera la salsedine ed è indicata per i giardini marini e le zone costiere.
Possiamo iniziare la coltivazione dai semi o dalle piantine già spuntate.
In entrambi i casi prepariamo il vaso, per esempio una balconette rettangolare da appendere al balcone, riempiendolo con un terriccio per piante da fiore che arricchiremo una dose di perle bioattivanti.
Per migliorare la resistenza alla siccità, vi suggeriamo di miscelare nel terriccio anche una dose di cristalli a lento rilascio. Si tratta di granuli che riescono a trattenere l’acqua fino a 300 volte il loro peso e rilasciarla alle radici se necessario: una sorta di riserva d’acqua, molto utile in estate e per compensare le carenze idriche.
I semi vanno distribuiti e coperti da uno strato molto leggero di terriccio. Per le piantine già cresciute, dovremo invece creare delle buche delle dimensioni adeguate, mantenendo una distanza di circa 10 cm tra ogni piantina.
In entrambi i casi, al termine innaffiamo abbondantemente per stimolare il contatto tra le radici e il nuovo substrato di coltivazione.
La semina e il trapianto si affrontano in primavera inoltrata, per evitare le eventuali gelate tardive; a seconda della zona climatica possiamo effettuarla in marzo o aprile.
Durante tutto il periodo vegetativo, da marzo fino al termine della fioritura, sosteniamo la pianta con un piano di concimazione naturale. Usiamo un biostimolatore liquido per piante da fiore da diluire nell’acqua per l’irrigazione, ogni 10 giorni.
Originaria delle zone a clima arido, è una pianta abbastanza tollerante alla siccità. Dopo la semina e il trapianto dobbiamo però curare la pianta finché non avrà sviluppato le radici: irrighiamo con regolarità il terriccio, in modo da mantenerlo costantemente inumidito.
Per capire quando è meglio intervenire, tocchiamo il terriccio: se risulta asciutto, bagniamo generosamente il substrato ricordandoci di svuotare il sottovaso dall’eventuale acqua in eccesso.
A seconda della dimensione del vaso e dell’esposizione al sole, in estate dovremo innaffiare quotidianamente.
Funghi e parassiti possono compromettere la buona crescita della pianta. Per prevenire e contenere le malattie fungine possiamo intervenire con l’Estratto di Equiseto. Per gli insetti parassiti tipici di queste piante, come Afidi e Acari possiamo intervenire congiuntamente con trattamenti a base di Neem e Macerato di Cristantemo.