Ornamentali
Come coltivare la Kerria japonica in giardino
La fioritura della Kerria japonica è abbondante e di un colore giallo brillante: una vera esplosione di colori in giardino!
Possiamo coltivare la Kerria japonica in giardino per creare siepi caratterizzate da una fioritura appariscente di un bel giallo vivace. Ma valorizza il giardino anche come esemplare singolo, formando un cespuglio di circa 150 cm in altezza e larghezza.
Proveniente dall’oriente, la Kerria japonica è un arbusto con foglie decidue e produce abbondanti fiori a rosellina sui toni del giallo, delicatamente profumati essendo della famiglia delle Rosaceae.
Questa esplosione di colore inizia in aprile e continua fino alla fine di maggio, con fiori di medie dimensioni fino a circa 5 cm di diametro. Non è raro che possa regalare una fioritura, sebbene più ridotta, al termine dell’estate.
La varietà Pleniflora è particolarmente spettacolare grazie ai fiori doppi, quindi ancora più grandi. Possiamo anche scegliere cultivar con fiori bianchi o foglie variegate marginate di bianco.
È l’ideale per creare una siepe densa grazie alla sua veloce e vigorosa crescita caratterizzata da rami sottili e arcuati.
COME COLTIVARE LA KERRIA JAPONICA
Possiamo coltivare la Kerria all’aperto in quasi tutta Italia: tollera infatti temperature minime fino a -15°C, così come il caldo tipico delle estati mediterranee. Dobbiamo però avere l’accortezza di proteggerla dagli eccessi: se abitiamo nelle regioni del nord scegliamo una posizione soleggiata, per proteggere la pianta dal freddo invernale; al contrario nelle zone del sud meglio una posizione semi-ombreggiata per proteggere la pianta dai raggi solari estivi diretti.
La Kerria cresce bene anche in ombra piena, ma la fioritura è molto scarsa.
Dal tardo autunno la Kerria perde le foglie ed entra in riposo vegetativo. Questo è il periodo migliore per effettuare il trapianto, evitando i mesi più rigidi.
A seconda della zona climatica possiamo affrontare il trapianto della Kerria in giardino in ottobre/novembre, oppure alla fine dell’inverno in febbraio/marzo.
Le buche d’impianto dovranno avere una profondità e una larghezza doppia rispetto al vaso in cui è contenuta la pianta.
Controlliamo se l’acqua viene assorbita rapidamente dal terreno o se ci sono problemi di drenaggio. In questo secondo caso dovremo correggere la composizione del terreno, per migliorare il drenaggio, per esempio con sabbia e altri materiali inerti, oppure cambiare posizione alla Kerria.
Distribuiamo nella buca d’impianto una prima concimazione con perle bioattivanti a lenta cessione. Stimoleranno l’attecchimento delle radici dopo il trapianto.
Dopo aver posizionato la pianta riempiano la buca, pressiamo delicatamente e irrighiamo in abbondanza.
Questo tipo di concimazione andrà ripetuta ogni 3 mesi, all’inizio di ogni stagione.
È buona norma stendere uno strato di pacciamatura ai piedi della pianta: è utile in inverno per proteggere le radici e il colletto dal gelo e dalla brina, ma anche in estate per limitare l’evaporazione dell’umidità del suolo.
Le piante giovani e nei primi mesi dal trapianto devono essere irrigate regolarmente affinché il terreno risulti sempre umido al tatto.
Le piante adulte hanno invece un apparato radicale che gli permette di trovare umidità in profondità nel terreno. Si accontenta delle piogge e dovremo irrigare solo in estate o in presenza di lunghi periodi senza piogge.
Quando la pianta termina la fioritura, verso giugno, possiamo potare i rami con i fiori appassiti: stimoleremo la produzione di nuovi rami, che fioriranno l’anno prossimo. Se non facciamo questa operazione rischiamo di ottenere fioriture meno generose.
Per contenere la forma della Kerria possiamo anche accorciare i rami più robusti.
Alla fine di febbraio, prima della ripresa vegetativa e dell’emissione delle foglie, possiamo effettuare una seconda potatura per eliminare i rami secchi o danneggiati dall’inverno.
Le ferite inferte dalle potature sono una “porta” di ingresso per virus e batteri. Proteggiamo i tagli più grandi con un mastice cicatrizzante e quelli più piccoli con Propoli.
Funghi e parassiti possono compromettere la buona crescita della pianta. Per prevenire e contenere le malattie fungine possiamo intervenire con l’Estratto di Equiseto. Per gli insetti parassiti tipici di queste piante, come Afidi e Acari possiamo intervenire congiuntamente con trattamenti a base di Neem e Macerato di Cristantemo.