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Appartamento

Come coltivare la Sansevieria trifasciata in casa

La Sansevieria trifasciata è una bella pianta d’appartamento, longeva e facile da coltivare anche per i meno esperti!

Possiamo coltivare la Sansevieria trifasciata in casa se desideriamo una pianta elegante, resistente e sorprendentemente longeva. Inoltre cresce bene anche in condizioni di luce scarsa, dove tante altre piante fanno fatica.

 

La Sansevieria trifasciata, oggi classificata botanicamente come Dracaena trifasciata, appartiene alla famiglia delle Asparagaceae ed è originaria dell’Africa occidentale tropicale, in particolare della Nigeria e del Congo. Si tratta di una pianta erbacea perenne sempreverde, caratterizzata da una crescita lenta ma costante. Dal rizoma sotterraneo emergono foglie carnose, erette, lanceolate, rigide e con apice appuntito. Le foglie possono raggiungere 60/120 cm di altezza nella forma tipica, ma esistono anche varietà più compatte.

 

Il colore delle foglie varia dal verde scuro al verde-grigio con bande trasversali più chiare. Alcune varietà sono caratterizzate da margini color giallo o crema. Le foglie sono spesse e sono succulente: hanno cioè la duplice capacità di immagazzinare umidità e di utilizzarla in caso di mancanze. Una caratteristica che rende questa pianta particolarmente resistente alla siccità.

 

In natura produce anche delle infiorescenze a forma di spiga in estate, da maggio a luglio; ma per le piante coltivate in appartamento è un fenomeno molto raro.

 

COLTIVARE LA SANSEVIERIA IN CASA

TEMPERATURA E SOLE

La temperatura ideale di coltivazione è compresa tra i 18°C e 30°C. Non ama il freddo sotto i 10°C, così come le temperature superiori ai 40°C associate alla carenza di irrigazioni.

 

In una posizione soleggiata la pianta cresce più vigorosamente e le variegature sono più accentuate. Ma è una delle poco piante d’appartamento che cresce bene anche in ambienti poco luminosi. Vanno invece evitati i raggi solari diretti, specialmente in estate, per evitare ustioni fogliari.

IL TRAPIANTO

Dopo l’acquisto possiamo trapiantare la Sansevieria nel vaso che abbiamo scelto per ospitarla. Scegliamo un contenitore dotato di fori di drenaggio sul fondo e usiamo un terriccio piante sempreverdi.

 

Essendo una pianta succulenta richiede una gestione oculata delle irrigazioni. Per prevenire problemi possiamo miscelare nel terriccio una dose di cristalli a lento rilascio. Si tratta di un polimero di nuova generazione con una struttura assorbente a rete tridimensionale che sfrutta la capacità di associarsi a una quantità di acqua pari a 400 volte il suo peso. Quando il terreno diventa secco, il polimero rilascia nel terreno più dell’80% dell’umidità immagazzinata, per garantire alla pianta un’idratazione adeguate e acqua a sufficienza.

 

Il travaso si effettua in seguito ogni 2/3 anni, preferibilmente tra marzo e maggio, utilizzando un vaso leggermente più grande del precedente.

L’IRRIGAZIONE

Gli eccessi sono sempre pericolosi poiché un terriccio troppo zuppo può stimolare marciumi radicali. È sempre bene lasciar asciugare il substrato prima di irrigare: tocchiamo con un dito il terriccio superficiale e se è umido rimandiamo. Anche l’acqua stagnante nel sottovaso va evitata.

 

In estate, a seconda della dimensione del vaso e dell’esposizione solare, irrighiamo ogni 10/15 giorni. In autunno e in inverno riduciamo e irrighiamo ogni 20/30 giorni.

LA CONCIMAZIONE

Da aprile a settembre aggiungiamo all’acqua dell’irrigazione una dose di biostimolante per piante sempreverdi ogni 10/15 giorni.

 

Le piante coltivate in appartamento non entrano mai in riposo vegetativo, ma rallentano la crescita poiché diminuiscono le ore solari: in autunno e in inverno riduciamo a 1 volta al mese.

LA POTATURA

La Sansevieria non richiede potature strutturali: limitiamoci a rimuovere foglie danneggiate, ingiallite o marcescenti, tagliandole alla base con forbici affilate e sterilizzate. È importante effettuare tagli netti per evitare infezioni fungine. Dopo questi interventi trattiamo la pianta con la Propoli: è un disinfettante naturale e favorirà la cicatrizzazione delle ferite.

 

Evitiamo invece ci cimare le foglie con lo scopo di accorciarle: è una pratica controproducente poiché compromette l’estetica e non stimola nuove ramificazioni. Se il vaso fosse troppo affollato, dividiamo i rizomi all’atto del trapianto periodico per ottenere due vasi.

LA DIFESA BIOLOGICA

Il principale nemico della Sansevieria è il marciume radicale, favorito da un’eccessiva umidità e irrigazioni eccessive. Le foglie tendono ad afflosciarsi ed emerge un odore sgradevole dal terriccio. In questi casi dobbiamo procedere al più presto con un travaso, con lo scopo di eliminare il vecchio terriccio contaminato e bagnato e sostituirlo con un nuovo substrato asciutto. Rimuoviamo anche le parti della pianta compromesse e marcite. Anche in questo caso, un trattamento con la Propoli è utile per disinfettare le parti danneggiate.

 

Tra gli insetti parassiti, le Cocciniglie possono attaccare la pianta annidandosi alla base delle foglie. Asportiamole con un panno imbevuto con alcool o olio bianco naturale e trattiamo le parti colpite con il Sapone molle di Potassio: è una soluzione naturale capace di togliere in modo efficace la melata, cioè la sostanza appiccicosa rilasciata da questi insetti sulla pianta.

 

In estate e in ambienti molto secchi possono comparire sulla pianta anche gli Acari (ragnetti rosso). In questo caso possiamo usare con successo una miscela di oli essenziali di agrumi.

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