Appartamento
Come coltivare la Zamioculcas zamiifolia
La Zamioculcas zamiifolia è una pianta d'appartamento facile da coltivare e che ci ripagherà con una crescita costante nel tempo e un portamento statuario.
Vi consigliamo di coltivare la Zamioculcas se state cercando una pianta d’appartamento che richiede poche cure, poca acqua e cresce bene anche mezz’ombra.
La Zamioculcas (Zamioculcas zamiifolia) è una pianta succulenta della famiglia delle Aracee originaria dell’Africa orientale. Il nome Zamiifolia deriva dalla somiglianza con le foglie della Zamia, con cui invece ha poco da spartire visto che appartiene alla famiglia delle Zamiaceae ed è originaria del continente americano.
È una pianta perenne e sempreverde e se riusciamo a coltivare la Zamioculcas correttamente è molto longeva e tende a crescere ed “allargarsi” molto.
È caratterizzata da fusti eretti e carnosi che possono raggiungere la lunghezza di 1 metro. Col passare del tempo i fusti tendono a ingrandirsi e sono utili alla pianta per immagazzinare liquidi e tollerare brevi periodi di siccità. Il vero contributo decorativo lo portano le foglie, che sono lanceolate e lucide. Hanno un colore verde intenso e sono carnose al tatto.
Le piante adulte coltivate in condizioni ottimali possono produrre delle infiorescenze, simili a piccole Calle. Sono composte da una bratta, cioè una foglia modificata, che nasconde un piccolo spadice bianco/giallognolo che è il vero fiore. Dura pochi giorni sulla pianta, poi tende a imbrunirsi e seccarsi. Esteticamente non è molto rilevante, ma è la testimonianza che stiamo coltivando correttamente la Zamioculcas!
COME COLTIVARE LA ZAMIOCULCAS
La temperatura ideale per coltivare la Zamioculcas è compresa tra 20°C e 26°C, quindi le nostre case, riscaldate in inverno e raffrescate in estate, sono l’ambiente ideale per coltivare questa pianta. Non tollera il freddo sotto i 15°C che interrompe la produzione delle foglie e il normale sviluppo della pianta.
È necessaria una buona illuminazione ma vanno evitati i raggi diretti, specialmente durante i mesi più caldi. In inverno e in primavera possiamo anche esporla al sole, ma in seguito è meglio filtrare i raggi con una tenda leggera.
Dopo l’acquisto possiamo rinvasare la Zamioculcas nel contenitore destinato a ospitarla, che dovrà essere più grande di quello in cui è stata coltivata. Scegliamo un terriccio piante grasse: contiene sabbia e ha drenaggio adeguato a questo tipo di piante.
Le sostanze nutritive contenute nel terriccio sono destinate a esaurirsi. Dopo il trapianto dovremo fornire una concimazione, con un biostimolante liquido da diluire nell’acqua dell’irrigazione ogni 10 giorni in primavera e in estate e 1 volta al mese in autunno e in inverno. La pianta non va in riposo vegetativo in inverno, ma le minori ore di sole ridurranno la fotosintesi.
Se vogliamo far sviluppare la pianta, ogni 2/3 anni effettuiamo un travaso in un contenitore leggermente più grande.
Nei mesi caldi la pianta produce molti nuovi getti e polloni. I primi spuntano dal terreno e in poche settimane si sviluppano e svettano eretti. I polloni invece nascono lateralmente e possono essere staccati per creare una nuova pianta. Quest’attività può essere effettuata durante il trapianto.
La Zamioculcas si moltiplicare anche per talea di foglia, facendola radicare in acqua.
È una pianta succulenta quindi tollera brevi periodi di siccità. Al contrario non ama i terreni troppo umidi e i ristagni d’acqua nel sottovaso che provocano facilmente marciumi radicali.
Irrighiamo soltanto quando il terriccio risulta secco al tatto e lasciamolo asciugare prima della prossima bagnatura.
Se i fusti tendono a raggrinzire, significa che abbiamo bagnato poco: devono essere tesi e turgidi. Se al contrario bagniamo troppo, può succedere che la pianta rilasci gocce d’acqua dalla punta delle foglie.
Non richiede nebulizzazioni fogliari in estate, ma le foglie vanno pulite con un panno umido periodicamente per togliere la polvere. Siate delicati perché sono molto fragili.
Per prevenire stress idrici all’atto del travaso possiamo mischiare al terriccio dei cristalli a lento rilascio: è un polimero di nuova generazione che ha la capacità di associarsi a una quantità d’acqua pari a 400 volte il suo peso. Quando il terriccio tende a diventare secco, il polimero rilascia nel terreno l’umidità immagazzinata, per garantire l’adeguata idratazione alle radici.
Può capitare che alcuni rami tendano a morire: le foglie diventano prima gialle e poi marroni e un po’ tutto lo stelo tende a seccare. È un normale ricambio della pianta che nei mesi caldi produrrà nuovi getti e polloni.
Vi suggeriamo di lasciar seccare completamente tutto il ramo prima di tagliarlo: il fusto carnoso tenderà a rilasciare le sostanze alla pianta e ad asciugarsi. Quando sarà secco completamente si staccherà da solo o possiamo tagliarlo con una cesoia affilata e disinfettata. Se al contrario tagliamo il ramo a metà prima che si secchi, la pianta tenderà a chiudere la ferita e rimarrà un moncone.