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Orto

Come coltivare le Cime di Rapa in modo biologico

Le Cime di Rapa si coltivano quasi tutto l’anno e ci permettono di arricchire l’orto anche nei mesi freddi!

Possiamo coltivare le Cime di Rapa per rendere attivo il nostro orto anche nei mesi più freddi dell’anno, grazie alla loro buona resistenza al freddo. È inoltre una pianta molto generosa poiché usiamo tutte le sue parti in cucina: foglie, germogli e fiori.

 

La Brassica rapa sylvestris, nota anche come Cima di Rapa, friarielli o broccoletti, è caratterizzata da un cespo di foglie erette frastagliate che circondano grappoli di gemme verdi simili ai broccoli. Può anche produrre dei piccoli fiori gialli, anch’essi commestibili. Viene coltivata dai popoli del bacino del Mediterraneo da sempre e ci sono tracce risalenti a oltre 4.000 anni fa. In Italia ha trovato ospitalità e la massima valorizzazione gastronomica, in particolare nelle ricette pugliesi e campane.

 

È una pianta annuale, con uno sviluppo rapido e con ciclo colturale autunnale e invernale. Le varietà autunnali si raccolgono tra settembre e ottobre, quelle invernali fino a febbraio. Possiamo scegliere tra diverse qualità di sementi, a seconda del periodo di raccolta. Le Sessantine hanno un ciclo precoce di 60 giorni e sono adatte per raccolti autunnali; le Novantine hanno un ciclo intermedio e sono indicate per raccolti invernali. Quelle con ciclo tardivo, di 120 giorni, offrono raccolti fino alla primavera.

 

COME COLTIVARE LE CIME DI RAPA

TEMPERATURA E SOLE

Le Cime di Rapa crescono bene con temperature miti, comprese tra i 10°C e i 25°C. Tollera bene il freddo fino a -5°C.

 

In inverno pacciamiamo il terreno per proteggere le radici dalle gelate. Nei climi più rigidi del nord Italia, si può considerare la coltivazione in tunnel freddi o serre non riscaldate.

 

Per ottenere una crescita ottimale garantiamo almeno 6 ore di sole diretto al giorno. Cresce bene anche zone semi-ombreggiate.

LA SEMINA

La semina si effettua direttamente in pieno campo da marzo a ottobre, a seconda della varietà e del ciclo vegetativo. La semina o il trapianto all’aperto si affrontano quando le temperature minime notturne sono stabilmente sopra i 15°C.

 

Prima della semina arricchiamo i solchi e le buche per il trapianto con una dose di perle biostimolanti a lenta cessione. Forniranno i nutrienti necessari per tutto il periodo di coltivazione e stimoleranno l’attecchimento dei semi.

 

Manteniamo una distanza di circa 40 cm tra le file e 15 cm tra ogni piantina.

L’IRRIGAZIONE

Richiedono irrigazioni abbondanti e regolari in modo che il terreno risulti sempre umido. Evitando però ristagni d’acqua persistenti, che stimolano marciumi.

 

In prossimità della raccolta possiamo ridurre le irrigazioni per migliorare il sapore.

LA DIFESA BIOLOGICA

Ci sono parassiti che prediligono le Brassicacee e colpiscono in particolare piante come i Cavoli, i Broccoli e i Cavolfiori. Per esempio la Cavolaia (Pieris brassicae) o la Nottua del Cavolfiore (Mamestra brassicae) che depositano le uova sulle piante, da cui fuoriescono delle larve defogliatrici molto temibili. Controlliamo le piante frequentemente e togliamo manualmente i bozzoli e le uova. Per limitare la presenza di questi parassiti, effettuiamo trattamenti preventivi con prodotti a base di Neem. Contengono Azadiractina, un principio attivo fagorepellente per le larve. Possiamo ricorrere a un Olio di Neem spray pronto all’uso per nebulizzarlo sulle foglie oppure un Olio di Neem concentrato da diluire in acqua e versare direttamente nel terreno per un trattamento radicale.

 

Altri parassiti come Afidi, Acari (ragnetti rossi) e Aleurodidi (mosche bianche) possono essere monitorati con le Trappole cromotropiche. Per prevenire la presenza di questo tipo di parassiti trattiamo preventivamente le piante con Olio di Neem e Farina di Basalto. In presenza di tanti insetti trattiamo le zone colpite con estratti di Oli di Agrumi o un Macerato di Crisantemo.

 

Contro gli Acari è utile anche l’Estratto di Ortica, mentre per gli Afidi è meglio un Sapone molle di Potassio poiché toglie la melata, una sostanza zuccherina rilasciata da questi parassiti. La difesa biologica prevede l’uso congiunto di diverse soluzioni, tutte atte a migliorare le difese naturali delle piante.

 

Le Brassicacee sono soggette a malattie fungine come l’Oidio (mal bianco), la Peronospora e l’Alternaria. Combattiamo le spore con trattamenti con Estratto di Equiseto e Farina di Basalto.

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