Orto
Come coltivare le Cipolle di Tropea
Vanto dell’agricoltura italiana, le Cipolle di Tropea sono protette dal marchio Igp e sono note per la facile digeribilità.
Coltivare le Cipolle di Tropea non è difficile e potremo portare in tavola una vera e propria specialità dell’agricoltura italiana. La Cipolla di Tropea è infatti una varietà calabrese protetta con il marchio Igp ed è nota per la buccia di colore rosso violaceo e la facile digeribilità.
Le Cipolle di Tropea (Allium cepa) fanno parte di molte ricette della tradizione italiana e vengono cucinate al forno, nelle torte salate o nelle pizze, nei condimenti per la pasta e naturalmente crude nelle insalate miste.
All’atto della scelta dei bulbi, ricordiamo che esistono varietà rotonde e ovali.
COME COLTIVARE LE CIPOLLE DI TROPEA
Le Cipolle di Tropea si seminano all’aperto quando le temperature minime superano i 12/15°C, quindi da febbraio fino a settembre a seconda della fascia climatica. Teme il freddo sotto gli 0°C.
Scegliamo una posizione soleggiata e, trattandosi di una pianta che si sviluppa sottoterra, scegliamo un terreno morbido e non compatto o argilloso.
Prestiamo attenzione a non anticipare troppo la semina: le giovani piantine temono i venti freddi e le gelate improvvise.
La coltivazione delle Cipolle può iniziare dai bulbilli o dalle piantine già germogliate.
All’atto della semina e del trapianto dei bulbilli o delle piantine, inseriamo nelle buche una dose di bioattivante naturale a lenta cessione: stimolerà l’attecchimento della pianta e fornirà gli elementi nutritivi necessari per tutta la coltivazione.
Rispettiamo una distanza di circa 10/12 cm tra ogni buca e di circa 20/30 cm tra ogni fila. Il bulbillo si interra a circa 2 cm di profondità. Per le piantine già cresciute realizzeremo una buca leggermente più grande per ospitare il pane di terra con le radici.
Dopo il trapianto manteniamo il terriccio umido e ben irrigato, specialmente nei mesi più caldi. Ma non esageriamo: come tutte le piante che sviluppano radici commestibili teme i ristagni idrici che possono causare marciumi e malattie fungine. Se desideriamo delle Cipolle più saporite, interrompiamo l’irrigazione un paio di settimane prima della raccolta.
Periodicamente sarchiamo il terreno vicino alle piante per eliminare le piante infestanti.
La raccolta avviene dopo circa 3/4 mesi dalla semina, a seconda delle condizioni climatiche e della varietà specifica. Dopo la raccolta i bulbi vanno lasciati a essiccare per qualche giorno al sole e poi conservati in un luogo riparato e asciutto.
La raccolta è molto semplice ed è sufficiente tirare delicatamente la pianta per estirpare il bulbo. Dopo la raccolta, puliamoli e lasciamoli asciugare all’aria per un paio di settimane, in un luogo fresco, asciutto e ventilato: vanno protetti dall’umidità e dalle muffe.
È utile sapere che le Cipolle sviluppano sostanze repellenti nei confronti di alcuni insetti parassiti. I solforati volatili che danno l’odore pungente della Cipolla coprono quello dei feromoni delle femmine di alcuni insetti, come la Tignola e la Mosca della Carota, limitandone lo sviluppo. Inoltre contiene saponina e allicina che possono danneggiare la corazza degli insetti e avere effetti tossici. Nella tecnica della consociazione delle colture è noto l’abbinamento tra Cipolle e Carote, poiché l’odore delle prime nasconde i feromoni della Mosca della Carota rendendone più difficile lo sviluppo e la riproduzione.
I “nemici naturali” delle Cipolle sono tradizionalmente le malattie fungine e i parassiti fitofagi.
Gli eccessi di umidità, in particolare in primavera, possono stimolare lo sviluppo di malattie fungine, come la Peronospora e la Botrite o Muffa grigia. L’Estratto di Equiseto è una sostanza di base ricavata attraverso il decotto degli steli aerei della pianta dell’Equisetum Arvense. È ricco di sali minerali ed è quindi un ottimo fertilizzante, ma è soprattutto ricco di Silice che impedisce la formazione delle spore fungine. Spruzzato ogni 10 in primavera e in autunno limita lo sviluppo della Peronospora e altre malattie fungine. Anche la Propoli, una sostanza resinosa prodotta delle api per creare e proteggere gli alveari, ha dimostrate proprietà antibatteriche e antinfettive. È un corroborante e migliora le difese naturali delle piante grazie al suo alto contenuto di resine, cere naturali, flavonoidi e oli essenziali.
Tra i parassiti, le Cipolle sono particolarmente gradite alla Mosca della Cipolla (Delia antiqua) e agli insetti del terreno. Per prevenire l’arrivo delle Mosche della Cipolla possiamo effettuare trattamenti periodici con olio di Neem. Per monitorare la sua presenza nell’orto possiamo sfruttare le trappole cromotropiche: catturano gli insetti adulti e ci segnalano la loro presenza alla prima comparsa.
Per limitare invece la presenza degli insetti del terreno, all’atto del trapianto distribuiamo nel terreno un disabituante a base di Neem e Cristantemo. Soluzioni naturali che dissuaderanno i parassiti dall’avvicinarsi alla pianta.