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Ornamentali

Come coltivare le Eriche sul terrazzo

Bianche, rosa, viola, color bronzo e anche bicolori! Le Eriche sono la soluzione ideale per “colorare” il terrazzo anche nei mesi freddi!

Possiamo coltivare le Eriche sul terrazzo per assicurarci un’intensa macchia di colore anche nei mesi un po’ più cupi, dall’autunno all’inverno. Tante sono le tonalità che le Eriche ci offrono: bianco, rosa, viola, bronzo fino alle varietà bicolori. Sono differenti anche le varietà per la loro fioritura, come la Erica carnea con fiori riuniti in grappoli apicali o l’Erica darleyensis e molti ibridi.

Si tratta di piante da sottobosco che crescono spontaneamente nelle brughiere del nord Europa, di cui si è scoperto che il loro processo vitale favorisce la formazione di torba, una materia prima nobile usata nei substrati per il giardinaggio. Inoltre ci rivelano la vitalità del suolo: infatti sono tra le prime ad apparire sui terreni dopo un incendio boschivo.

 

COME COLTIVARE LE ERICHE SUL TERRAZZO

TEMPERATURA E LUCE

È una pianta da sottobosco e cresce bene con temperature comprese tra i 15°C e i 25°C. Nelle regioni del sud, molto calde in estate, non sono indicate e spesso vengono coltivate come piante annuali in autunno.

Il freddo invece non è un grande problema, a patto di scegliere la varietà più indicata al nostro territorio. L’Erica gracilis non tollera temperature sotto i 5°C, mentre le Eriche darleyensis sono ibridi concepiti per resistente al gelo fino a -15°C.

Se coltiviamo le Eriche come piante perenni, in estate spostiamole in una posizione ombreggiata.

IL TRAPIANTO

Dopo l’acquisto delle piantine, possiamo trapiantare le Eriche in vasi dotati di fori di drenaggio sul fondo e utilizzando un terriccio per acidofile. Se coltiviamo solo una pianta scegliamo un vaso con un diametro di almeno 20 cm. Spesso le Eriche vengono coltivate in gruppo, per creare una macchia di colore, in vasi rettangolari da appendere alla ringhiera del terrazzo o in ciotole rotonde, magari giocando sui colori differenti dei fiori.

Per migliorare le prestazioni del terriccio e ridurre il numero di irrigazioni necessarie, possiamo miscelare nel terriccio dei cristalli a lento rilascio: è un polimero di nuova generazione che ha la capacità di associarsi a una quantità d’acqua pari a 400 volte il suo peso. Quando il terriccio tende a diventare secco, il polimero rilascia nel terreno l’umidità immagazzinata, per garantire l’adeguata idratazione alle radici. In questo modo preverremo eventuali stress idrici.

LA CONCIMAZIONE

Le sostanze nutritive contenute nel terriccio sono destinate a esaurirsi: aggiungiamo una dose di biostimolante per acidofile all’acqua per l’irrigazione, ogni 10 giorni durante il periodo di fioritura, da ottobre a marzo. Negli altri mesi sarà sufficiente 1 dose al mese.

L’IRRIGAZIONE

Il terriccio deve risultare sempre umido, un po’ come il sottobosco. Evitiamo però gli eccessi e l’acqua stagnante nel sottovaso.

LA POTATURA

Al termine della fioritura, in primavera, effettuiamo una potatura importante, tagliando a metà della loro lunghezza i rami che hanno prodotto i fiori.

I NEMICI NATURALI

Le Eriche sono abbastanza resistenti ai parassiti. Attenzione invece all’irrigazione e ai ristagni d’acqua nel sottovaso. Gli eccessi di umidità nel terreno e nell’ambiente possono stimolare marciumi radicali e malattie fungine. Per prevenire l’insorgere di questi problemi effettuiamo dei trattamenti con Farina di Basalto.

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