Ornamentali
Come coltivare le Petunie: differenze con Surfinie e Calibrachoa
Le Petunie sono molto amate per il lungo periodo di fioritura e la possibilità di scegliere tra tantissime varietà e colori. Quelle ricadenti creano delle cascate di fiori sui nostri terrazzi!
Pur essendo una delle piante più amate, in Italia abbiamo iniziato a coltivare le Petunie solo dopo la scoperta delle Americhe: le abbiamo “importate” insieme ad altre Solanacee, come Patate e Pomodori. Pur essendo originarie del sud America, va detto che in Europa abbiamo sviluppato ampi programmi di ibridazione che oggi ci permettono di scegliere tra molte varietà, differenti per forma e portamento, e cultivar di tantissimi colori. Alcune Petunie sono annuali altre perenni, alcuni hanno un portamento eretto, altre sono ricadenti e formano un “tappeto” di fiori.
Un ibrido di Petunia molto diffuso è la Surfinia, caratterizzata da uno sviluppo ricadente e fioriture abbondanti e di lunga durata. Surfinia non è un nome botanico ma un marchio commerciale dell’azienda florovivaistica Suntory Flowers che l’ha ibridato. Quindi Petunia e Surfinia sono sinonimi: o meglio, le Surfinie sono un tipo di Petunie. Quelle che invece sono indicate come Petunie nane, spesso sono Calibrachoa, una pianta simile ma totalmente differente.
Le Petunie sono molto amate perché hanno un lungo periodo di fioritura, da maggio a ottobre, e producono in continuazione nuovi boccioli. Possiamo coltivare le Petunie in giardino, sfruttando il loro portamento tappezzante per decorare aiuole, bordure o giardini rocciosi, oppure in un vaso da appendere come ricadenti.
Non tollerano il gelo, quindi per la coltivazione in giardino si usano di solito varietà annuali. Salvo in zone con inverni particolarmente miti. Per la coltivazione in vaso sono più indicate le piante perenni, che possiamo proteggere in un ruolo riparato durante l’inverno. Sui terrazzi sono perfette le varietà ricadenti, che formano una cascata di fiori per tutta l’estate.
COME COLTIVARE LE PETUNIE
Crescono bene con temperature comprese tra i 15°C e i 25°C. Generalmente non tollerano il freddo sotto i 5°C. Se ben irrigate tollerano il caldo fino a 35°C.
Essendo una pianta Solanacea scegliamo una posizione soleggiata per avere fioriture abbondanti. Nelle zone con estati molto calde meglio una posizione semi-ombreggiata per proteggere le piante in estate dai raggi solari.
Il trapianto si affronta quando le temperature minime sono stabilmente superiori a 10°C. Il periodo può variare a seconda della fascia climatica.
All’atto del trapianto, in giardino o in vaso, misceliamo nel terreno una dose di perle bioattivanti. Sono nutrienti di origine naturale che stimoleranno l’attecchimento delle radici e il corretto sviluppo della piana.
Per le piante coltivate in vaso è utile aggiungere nel terriccio una dose di cristalli a lento rilascio. Si tratta di granuli che riescono a trattenere l’acqua fino a 300 volte il loro peso per rilasciarla alle radici quando necessario: una sorta di riserva d’acqua, molto utile in estate e per compensare le carenze idriche.
Dopo il trapianto in giardino, possiamo ripetere la distribuzione di perle bioattivanti a lento rilascio. Generalmente ogni due o tre mesi nel periodo vegetativo, cioè da aprile fino al termine della fioritura.
Per le piante coltivate in vaso è più indicato un biostimolatore liquido per piante da fiore da diluire nell’acqua per l’irrigazione. Iniziamo in aprile e ripetiamo l’operazione ogni 10/14 giorni fino al termine della fioritura.
Vanno irrigate regolarmente, specialmente in estate e le piante coltivate in vaso. La mancanza d’acqua fa deperire la pianta, ma si riprende prontamente appena irrigata. Ma per ottenere fioriture rigogliose e bene non far mai mancare acqua alle Petunie in estate.
Specialmente in primavera e in autunno evitiamo gli eccessi idrici e l’acqua stagnante nei sottovasi: possono stimolare marciumi radicali e malattie fungine.
I petali delle Petunie sono molto delicati: se esposti a un temporale si danneggiano seriamente. Nei giardini, dove sono più esposte, vengono preferite le Surfinie poiché tollerano meglio le piogge.
Durante l’estate, togliamo periodicamente i fiori appassiti. Così stimoleremo la pianta a produrne altri. Una buona concimazione e l’asportazione dei fiori appassiti sono il segrete per ottenere fioriture abbondanti.
Le varietà perenni non tollerano il gelo invernale. Quando in autunno le temperature iniziano a scendere la pianta tende a deperire e smette di fiorire. A questo punto potiamo a metà i rami e spostiamo il vaso in una serra fredda o un luogo luminoso protetto dal gelo, come una veranda.
Acari, Afidi, Tripidi e Aleurodidi (mosche bianche) sono i principali insetti parassiti che possono attaccare le Petunie. A partire da aprile o maggio non è infatti raro veder comparire questi antipatici animaletti sulle nostre piantine. Per limitare la presenza di questi parassiti possiamo intervenire con trattamenti a base di Neem e Macerato di Cristantemo.
Gli eccessi idrici e l’acqua stagnante nel sottovaso possono stimolare malattie fungine come l’Odio e la Botrite. La prima ricopre le foglie di una patina biancastra, la seconda forma una muffa grigia su fiori e steli. In entrambi i casi procediamo con un rinvaso della pianta, per eliminare il terriccio fradicio e sostituirlo con un substrato fresco ed effettuiamo un trattamento con Estratto di Equiseto sulle foglie colpite dalle spore.