Appartamento
Come coltivare le Tillandsie in casa
Le Tillandsie appartengono alla famiglia delle Bromeliacee e sono un genere di piante che comprende oltre 600 specie differenti. Molte sono epifite ma alcuno sono terricole.
Coltivare le Tillandsie è davvero molto facile: insieme alle piante grasse sono la soluzione ideale per chi desidera circondarsi di verde in casa ma con poco impegno per la manutenzione.
La loro terra d’origine è l’area dell’America tropicale e molto spesso si tratta di piante epifite quindi, come le Orchidee, non necessitano di terra per svilupparsi. Crescono abbracciate alla corteccia di grandi alberi e spesso di trovano in cima alle piante per ricevere più luce solare. Non sono parassite e non danneggiano gli alberi: si aggrappano semplicemente. Nei paesi d’origine si trovano anche sui tralicci dell’elettricità e le antenne televisive.
COME COLTIVARE LE TILLANDSIE
Grazie all’evoluzione hanno modificato le proprie foglie e radici per poter sopravvivere anche in ambienti complessi. Le radici, quando sono presenti, servono quasi unicamente per dare stabilità alla pianta, mentre sono le foglie, grazie a microscopici tricomi, che assorbono l’umidità e i nutrienti dall’atmosfera.
Hanno foglie lunghe, sottili o carnose, spesso di colore grigio-verde e alcune specie producono fiori colorati, che variano dal rosso, viola al blu.
Le Tillandsie appartengono alla famiglia delle Bromeliacee e sono un genere di piante che comprende oltre 600 specie differenti. Molte sono epifite ma alcuno sono terricole.
Tra le molte varietà di Tillandsia utilizzate in appartamento segnaliamo la Tillandsia cyanea, riconoscibile dal grosso fiore a ventaglio rosso e viola e la Tillandia usneoides, con lunghi rami pendenti simili a capelli. La Tillandsia albida produce una rosa di foglie squamose che virano al bianco ed è simile alla Tillandsia xerographica. Nella Tillandsia capitata le foglie sono strette e lunghe e virano verso il rosso. Se preferiamo piante da fiore, oltre alla cyanea possiamo puntare anche sulle Tillandsie albertiana, recurvifolia e ionantha. Infine la piccola Tillandsia velutina che è quasi priva di radici e cresce senza terra: se ben coltivata può produrre un fiore!
I fiori spuntano sulle piante adulte, giunte a maturità e durano per molte settimane sulla pianta. Quando fioriscono spesso terminano il loro ciclo di vita, ma producono una serie di piccoli germogli, detti polloni, che genereranno nuove piante.
Ultimo, ma non meno importante, è bene segnalare che le Tillandsie sono tra le piante che hanno dimostrato maggiori capacità di assorbire le micro particelle inquinanti, come la formaldeide, presenti nelle nostre case.
È una pianta tropicale e non tollera il freddo sotto i 10°C, quindi le nostre case sono l’ambiente ideale per coltivare le Tillandsie. In estate possiamo spostarle sul terrazzo ma in una posizione ombreggiata.
In casa scegliamo una posizione molto luminosa: le specie da fiore hanno necessità di maggiore luce per completare il processo di fioritura. Ma evitiamo i raggi solari diretti, specialmente nei mesi più caldi dell’anno.
Le specie epifite, che non necessitano di terriccio, possono essere coltivate appese o in composizione con altre piante epifite come le Orchidee.
La Tillandsia sopravvive catturando e conservando l’umidità ambientale. In alcuni periodi dell’anno però l’aria delle nostre case è molto secca: in estate e quando sono in funzione gli impianti di riscaldamento e condizionamento. Per questa ragione è bene nebulizzare acqua sulla pianta, in modo da garantire la necessaria umidità ambientale.
Se in estate spostiamo la Tillandsia all’esterno, in ombra, non sono necessarie irrigazione, perché si giova dell’umidità notturna e dell’acqua piovana.
Non richiede cure particolari, ma se misceliamo nell’acqua per le nebulizzazioni una dose di biostimolante per piante fiorite otterremo una pianta più sana e rigogliosa.