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Orto

Come coltivare lo Scalogno

Lo Scalogno è amato da molti per l’aroma più delicato e più facilmente digeribile rispetto alle Cipolle.

Coltivare lo Scalogno (Allium cepa var. aggregatum) nell’orto domestico è una scelta vantaggiosa sotto molti aspetti: richiede poche cure, si conserva a lungo dopo la raccolta e regala un aroma più delicato e più facilmente digeribile rispetto alla Cipolla. Ideale per chi ama cucinare e non vuole perdere il gusto degli Allium.

 

Il nome Scalogno non ha nulla a che fare con la sfortuna: deriva da Ascalonia cepe, cioè “cipolla di Ascalona”, un’antica città palestinese da cui arrivavano queste particolari forme di Cipolla.

 

Nei centri di giardinaggio possiamo scegliere tra diverse varietà di Scalogno. Come il grigio di Romagna, quello rosso o viola con forma ovale e quello giallo più tondeggiante.

 

COME COLTIVARE LO SCALOGNO

TEMPERATURA E SOLE

Lo Scalogno richiede temperature miti, comprese tra i 10°C e 30°C. Oltre i 30°C la pianta può andare in stress termico, specie se non irrigata a sufficienza.

 

Anche temperature al di sotto dei -6°C possono compromettere la salute della pianta e del suo bulbo.

 

Per uno sviluppo ottimale, lo Scalogno ha necessità di almeno 6/8 ore di luce solare diretta al giorno. Un’esposizione in pieno sole è ideale per favorire la fotosintesi e l’ingrossamento dei bulbi.

IL TRAPIANTO

I bulbi dello Scalogno vanno trapiantati in giardino alla fine dell’inverno, verso febbraio, quando le temperature minime sono stabilmente sopra i 5°C. Nelle zone a clima mite, come il sud Italia ma anche le coste liguri, possiamo coltivare lo Scalogno anche durante l’inverno, interrando i bulbi in autunno. Per proteggerli dal freddo, pacciamiamo la zona con paglia o foglie secche. Le varietà più resistenti al freddo, come lo Scalogno grigio, sono preferibili per la coltivazione invernale.

 

Le buche per i bulbi devono avere 3/5 cm di profondità ed è bene inserire sul fondo una dose di perle bioattivanti a lenta cessione. Manteniamo una distanza di circa 15/20 cm tra ogni pianta.

 

Durante la crescita è buona pratica rimuovere le foglie gialle o danneggiate per prevenire la diffusione di funghi.

L’IRRIGAZIONE

Durante la fase iniziale della crescita primaverile, in assenza di piogge dovremo irrigare periodicamente per mantenere il terreno sempre umido. Come tutte le piante bulbose, lo Scalogno non tollera i ristagni idrici: meglio irrigare poco e spesso.

 

Quando i bulbi si saranno ingrossati, riduciamo gradualmente le irrigazioni per favorire la maturazione e la conservabilità del raccolto.

LA RACCOLTA

Al termine del ciclo vegetativo, circa due settimane prima della raccolta, ripieghiamo leggermente il fogliame verso il terreno: in questo modo favoriremo la maturazione dei bulbi.

 

Dopo la raccolta, tagliamo le foglie secche a circa 3/4 cm dal bulbo.

LA DIFESA BIOLOGICA

Lo Scalogno può essere attaccato da alcuni parassiti e patogeni comuni agli Allium. Come la Mosca della Cipolla (Delia antiqua) le cui larve scavano nei bulbi causando marciumi e i Nematodi delle Cipolle (Ditylenchus dipsaci) che provocano deformazioni e riduzioni del raccolto.

 

Per prevenire e limitare la presenza di insetti del terreno, possiamo utilizzare un nematocida a base di estratto di aglio specifico per piante orticole (PFnPE). Si tratta di un prodotto di origine biologica, di libera vendita e consentito in agricoltura biologica. L’estratto di Aglio contiene specifici composti polisolfuri che agiscono per contatto e ingestione nei confronti dei nematodi liberi. Una volta penetrati nel corpo dell’insetto, i composti polisolfuri interagiscono con le sostanze antiossidanti essenziali per la sopravvivenza di cellule e tessuti del nematode, determinandone la morte.

 

Un’altra soluzione biologica particolarmente efficace in questi casi sono i concimi organici azotati a base di panelli di Neem macinati e macerato di Crisantemo. Si tratta di un trattamento con una duplice azione: repellente e disabituante, grazie all’apporto di Azoto e Carbonio di origine organica. L’odore caratteristico del Neem e del macerato di Crisantemo risultano sgraditi agli insetti striscianti del terreno provocando il loro allontanamento dall’area trattata. Il Crisantemo (Chrysanthemum cinerariaefolium) è una pianta erbacea nota per le sue proprietà nel contenimento delle infestazioni di parassiti.

 

Tra le malattie fungine segnaliamo la Peronospora e la Botrite (Botrytis spp.) che provoca muffe grigiastre alla base del bulbo.

 

La prevenzione si attua con una buona rotazione colturale: aspettiamo almeno 3/4 anni prima di ripiantare un Allium nella stessa aiuola.

 

Contro le malattie fungine effettuiamo trattamenti con Estratti di Equiseto e Farina di Basalto.

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