Ornamentali
Come coltivare un Abeliophyllum distichum in vaso: la Forsizia bianca
L’Abeliophyllum distichum è una bella pianta simile alla Forsythia che anticipa l’arrivo della primavera con una bella fioritura bianca e profumata.
Tra gli arbusti ornamentali meno conosciuti ma più affascinanti vi suggeriamo di coltivare un Abeliophyllum distichum, noto come Forsizia bianca. Ha fioritura precoce e molto delicata ed è una delle prime piante che si “risveglia” all’inizio della primavera.
L’Abeliophyllum distichum è originario della Corea ed è un arbusto perenne deciduo della famiglia delle Oleaceae, la stessa del Gelsomino e della Forsythia a cui assomiglia. È una pianta abbastanza compatta: in giardino in piena terra può raggiungere i 2 metri d’altezza, ma se lo coltiviamo in vaso crescerà meno.
I rami sono sottili, arcuati e spesso assumono un portamento elegante e leggermente ricadente. Da febbraio a marzo, quando la pianta è priva di foglie, i rami nudi si riempiono di tanti fiori bianchi. Proprio come accade per i fiori gialli delle Forsythie. Le infiorescenze, tubolari e simili a quelli della Forsythia, si differenziano per il colore bianco o leggermente rosato e sono delicatamente profumati. Ci sono ibridi con fiori con un colore rosa più intenso.
Le foglie, ovali e di colore verde brillante, spuntano verso il mese di aprile e caduto in autunno, dopo aver assunto un colore giallo o bronzato molto ornamentale.
COME COLTIVARE UN ABELIOPHYLLUM DISTICHUM
L’Abeliophyllum distichum apprezza temperature comprese tra i 15°C e i 25°C, ma tollera il gelo fino a -15°C. Resiste bene anche al caldo fino a 40°C: temperature più calde possono causare il disseccamento dei rami, specialmente nelle piante coltivate in vaso.
Scegliamo una posizione soleggiata, ma in estate è meglio spostare il vaso in una posizione ombreggiata, per difendere la pianta dai raggi solari diretti durante i mesi più caldi, specialmente nel sud Italia. Se la pianta riceve poca luce solare la produzione di fiori può diminuire drasticamente.
In inverno la pianta entra in riposo vegetativo e possiamo lasciarla all’aperto in gran parte dell’Italia, grazie alla sua buona resistenza al freddo. Nelle regioni alpine o appenniniche, dove le temperature possono scendere sotto -10°C, è bene stendere uno strato di pacciamatura ai piedi della pianta e avvolgere il vaso con un materiale isolante. In inverno spostiamo la pianta vicino a un muro esposto a sud, per proteggerla dai venti freddi.
Il trapianto può essere effettuato in autunno, tra ottobre e novembre, in un vaso di grandi dimensioni (almeno 40 cm di diametro) e dotato di fori di drenaggio sul fondo.
Scegliamo un terriccio per piante da fiore a cui possiamo aggiungere un po’ di sabbia, per migliorare il drenaggio, e una dose di perle bioattivanti a lenta cessione per assicurare le sostanze nutritive necessarie per i primi mesi e per l’attecchimento delle radici.
Per evitare ristagni idrici pericolosi, misceliamo nel terriccio una dose di cristalli a lento rilascio. Si tratta di un polimero di nuova generazione con una struttura assorbente a rete tridimensionale che sfrutta la capacità di associarsi a una quantità di acqua pari a 400 volte il suo peso. Quando il terreno diventa secco, il polimero rilascia nel terreno più dell’80% dell’umidità immagazzinata, per garantire alla pianta un’idratazione adeguate e acqua a sufficienza.
Durante la primavera e l’estate irrighiamo con regolarità per mantere il terreno leggermente umido ma mai fradicio. Nei mesi più caldi aumenteremo la frequenza.
In autunno le irrigazioni possono essere gradualmente ridotte, mentre in inverno vanno effettuate solo per evitare il disseccamento del substrato.
È fondamentale evitare ristagni idrici nel sottovaso, specialmente in primavera e in autunno, che possono provocare marciumi radicali.
Per ottenere una crescita vigorosa e una fioritura abbondante è utile concimare la pianta con regolarità. Dall’inizio della primavera e fino all’autunno, diluiamo nell’acqua per l’irrigazione una dose di biopromotore specifico per piante fiorite ogni 10 giorni. In inverno sospendiamo le concimazioni.
La potatura non è particolarmente complessa ma deve essere eseguita nel momento giusto per non compromettere la fioritura.
Il periodo ideale è subito dopo la fioritura, quindi tra marzo e aprile. Questo perché i boccioli dell’anno successivo si formano sui rami giovani prodotti durante la stagione vegetativa.
Durante la potatura eliminiamo i rami secchi o danneggiati, accorciamo leggermente quelli troppo lunghi per mantenere una forma armoniosa e diradiamo i rami più vecchi per favorire la crescita di nuovi germogli.
Ogni 3/4 anni si può effettuare una potatura di ringiovanimento più energica, tagliando alcuni rami alla base per stimolare la produzione di nuovi getti.
Quando effettuiamo gli interventi di potatura usiamo sempre cesoia affilate e disinfettate. Al termine trattiamo le ferite più grandi con un mastice cicatrizzante. I rami più piccoli possono essere trattati con la Propoli: è un disinfettante naturale e favorirà la cicatrizzazione.
L’Abeliophyllum distichum è una pianta abbastanza resistente, ma può essere occasionalmente attaccata da alcuni parassiti e malattie fungine. Tra gli insetti più comuni troviamo gli Afidi e le Cocciniglie.
Gli Afidi si accumulano sui germogli giovani e sui boccioli: con il loro apparato boccale pungente/succhiante aspirano la linfa dalla pianta. Inoltre producono una sostanza zuccherina, detta melata, che può favorire la comparsa di una malattia fungina chiamata fumaggine. Per prevenire e limitare la presenza di Afidi effettuiamo trattamenti periodici con un Sapone molle potassico.
Le Cocciniglie, riconoscibili per lo scudetto bianco o bruno sul dorso, infestano i rami. Nei casi più gravi effettuiamo trattamenti con l’olio di soia. Ha una spiccata azione “filmante” che ricopre il parassita provocandone l’asfissia, il soffocamento e l’essicazione delle parti molli.
Tra le malattie fungine la più comune è il **marciume radicale**, causato da ristagni idrici nel terreno. I sintomi includono ingiallimento delle foglie, crescita stentata e deperimento generale della pianta. La prevenzione consiste nell’utilizzare un terreno ben drenato e nell’evitare irrigazioni eccessive.
In ambienti molto umidi può comparire anche l’Oidio, un fungo riconoscibile per la patina biancastra sulle foglie. In questo caso è utile migliorare la ventilazione della pianta ed evitare l’irrigazione sulle foglie. In presenza dei funghi effettuiamo trattamenti ripetuti con un Estratto di Equiseto.
Le piante debilitate dall’attacco di parassiti o malattie fungine devono essere sostenute con un biostimolante fortificante per stimolare la ripresa vegetativa.