Ornamentali
Come coltivare un Agrifoglio in giardino
L’Agrifoglio è una pianta tipica del periodo natalizio ma ha una grande valenza ornamentale per tutto l’anno ed è anche una pianta utile per creare siepi difensive!
Coltivare un Agrifoglio, con le sue foglie verdi lucenti e le bacche rosse invernali, significa portare i colori delle feste natalizie in giardino, ma è una pianta sottovalutata e con molte altre particolarità.
L’Agrifoglio (Ilex aquifolium) è una pianta robusta, facile da coltivare ed è ornamentale in tutti i mesi dell’anno. Inoltre le varietà dotate di spine sono un’ottima soluzione per creare siepi difensive, utili per delimitare i confini e tenere lontani gli animali selvatici e i malintenzionati.
Il suo nome scientifico, come spesso succede, ricorda le principali caratteristiche: “Ilex” deriva dal latino e indica il Leccio (Quercus ilex) per la somiglianza delle foglie, mentre “aquifolium” nasce dall’unione delle parole latine acus (ago) e folium (foglia) e si riferisce alla spinosità delle foglie. Quindi significa “Leccio con le foglie pungenti”. Si tratta di una pianta coltivata da millenni anche perché in passato veniva considerata un portafortuna: gli antichi Romani appendevano in inverno dei rametti di Agrifoglio in casa come augurio di fertilità e buona sorte per l’anno nuovo, mentre per i popoli celtici e del nord Europa era un simbolo di rinascita dopo il freddo invernale. In alcune regioni d’Italia si appendeva un ramo di Agrifoglio sulle culle per tenere lontane le streghe, ma veniva usato anche nelle cantine per tenere lontani i topi dagli alimenti.
L’Ilex aquifolium appartiene alla famiglia delle Aquifoliaceae ed è un arbusto sempreverde caratterizzato da foglie coriacee di colore verde scuro, con bordi spinati. Si tratta di una difesa naturale sviluppata dalla pianta per difendersi dagli animali erbivori: infatti nelle parti della pianta le foglie tendono a essere meno spinose.
È una pianta dioica: esistono esemplari maschili, che producono solo fiori con stami, e femminili, che producono fiori con pistillo. Solo le piante femminili, se impollinate, producono le caratteristiche bacche rosse. Ma esistono anche varietà autofertili e senza spine. Tra le specie ornamentali segnaliamo anche gli ibridi con foglie variegate gialle o crema e varietà con bacche gialle o scure. Ci sono anche ibridi nani, adatti per la coltivazione in vaso o per creare siepi basse in giardino.
L’Agrifoglio fiorisce tra nei mesi caldi, da aprile a luglio, con piccoli fiori bianchi o rosati molto profumati e riuniti in mazzetti. Le bacche, meglio dette drupe, maturano nei mesi freddi, da settembre a dicembre e persistono decorativamente sulla pianta per tutto l’inverno.
COME COLTIVARE UN AGRIFOGLIO
È una pianta rustica e tollera bene sia il gelo invernale sia l’afa estiva. Generalmente sopporta il freddo fino a -15°C ma ci sono varietà ancora più resistenti. Se prevediamo gelate intense e prolungate, sotto i -15°C, proteggiamo la chioma con un velo traspirante di tessuto-non-tessuto e distribuiamo uno strato di pacciamatura alla base del fusto.
In estate tollera temperature molte elevate, fino a 38°C, a patto di fornire un’irrigazione regolare.
Meglio una posizione in mezz’ombra, sia per proteggere la pianta dai caldi raggi solari diretti in estate, sia per favorire una colorazione più brillante agli ibridi variegati. Nelle zone alpine del nord Italia possiamo optare per una posizione soleggiata, utile per riscaldare la pianta in inverno.
Il momento migliore per il trapianto è la primavera avanzata, in aprile e maggio, quando il rischio di gelate tardive è scongiurato. In alternativa, possiamo effettuare il trapianto all’inizio dell’autunno.
La buca dovrà avere dimensioni doppie rispetto al vaso in cui è contenuta la piantina. Il terreno dovrà essere drenante e non argilloso: versiamo acqua nella buca per verificare il rapido assorbimento.
Sul fondo della buca distribuiamo una dose di perle bioattivanti a lento rilascio. È soluzione naturale utile per favorire una sana attivazione dei processi metabolici della pianta e stimolare l’attecchimento delle radici.
Quando inseriamo la pianta nella buca, facciamo in modo che il colletto, cioè il punto d’incontro tra il fusto e le radici, risulti a livello del suolo. Infine riempiamo la buca con un terriccio fertile, pressiamo delicatamente e irrighiamo abbondantemente per favorire il contatto delle radici con il terreno.
Dopo il trapianto la pianta potrebbe perdere qualche foglia: è una reazione normale allo stress poiché la pianta concentra le energie sull’apparato radicale. Portiamo pazienza perché tornerà a germogliare.
Le giovani piantine, appena trapiantate, vanno irrigate regolarmente per permettere lo sviluppo dell’apparato radicale.
Le piante adulte sono quasi autosufficienti e si accontentano delle piogge e dell’umidità del terreno che le radici possono raggiungere in profondità. Dovremo irrigare soltanto in estate e in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni.
Le piante coltivate in vaso vanno invece irrigate periodicamente, facendo in modo che il terriccio risulti sempre inumidito. Svuotiamo i sottovasi dall’acqua in eccesso, soprattutto in primavera e in autunno, per prevenire marciumi radicali e malattie fungine. Se l’inverno è secco e il clima non è gelido, irrighiamo le piante coltivate in modo per evitare che il terriccio si secchi.
All’inizio della primavera, dell’estate e dell’autunno distribuiamo ai piedi della pianta una dose di perle bioattivanti e interriamole leggermente.
L’Agrifoglio sopporta bene la potatura, ma essendo caratterizzato da una crescita molto lenta è bene intervenire con moderazione, tagliando solo i rami secchi e danneggiati. La potatura si effettua in tarda primavera, verso maggio e giugno, dopo la fioritura ma prima che spuntino le nuove gemme. Eviteremo così di danneggiare i fiori e permetteremo alla pianta di emettere la nuova vegetazione prima dell’inverno.
Se coltiviamo l’Agrifoglio come pianta da siepe, possiamo effettuare una leggera potatura anche alla fine dell’estate, verso agosto e settembre, per modellare la siepe. In questo caso, oltre ai rami secchi, possiamo accorciare i rami che escono dalla forma desiderata.
Usiamo sempre dei guanti protettivi durante la potatura e al termine proteggiamo le ferite con un mastice cicatrizzante. I rami più piccoli vanno disinfettati con un estratto di Propoli.
L’Agrifoglio è una pianta robusta, ma può essere attaccata da alcuni parassiti e patologie fungine, spesso favorite da condizioni di stress e carenze nutrizionali.
Le Cocciniglie sono il parassita più frequente: gli insetti dotati di scudetto duro o cotonoso si addensano sulle foglie e sui rami per succhiano la linfa, indebolendo la pianta ed emettendo una sostanza zuccherina, detta melata, che attira le formiche e favorisce la fumaggine. Contro le Cocciniglie effettuiamo trattamenti preventivi con prodotti a base di Neem, sia nel terreno sia sul fogliame. In presenza degli insetti affianchiamo trattamenti fogliari con Sapone Molle.
Tra le malattie fungine la più frequente è la Ruggine che si manifesta con macchie giallo/arancioni sulla pagina superiore delle foglie, che portano al progressivo ingiallimento e alla caduta del fogliame. Per prevenire questo tipo di problemi evitiamo i ristagni idrici e non bagniamo il fogliame durante le irrigazioni. In presenza della Ruggine tagliamo le parti colpite ed eliminiamole: non vanno inserite nel compostatore per evitare di contaminarlo. Quindi trattiamo la pianta con l’Estratto di Equiseto: è una sostanza di base ricavata dagli steli di Equisetum Arvense ricchi di sali minerali e di Silice che impedisce la formazione delle spore fungine. Spruzzato ogni 10 giorni in primavera e in autunno limita lo sviluppo della Ruggine e altre malattie fungine.
Contro la ruggine possiamo usare con successo anche gli oli essenziali di origine vegetale e la Farina di Basalto: è una polvere micronizzata di roccia vulcanica con uno spiccato effetto idrorepellente e crea una barriera fisica a base di silicati che protegge le piante dalle malattie fungine e danneggia la cuticola degli insetti. Non consentendo all’acqua di fermarsi sulle superfici, diminuisce la possibilità di penetrazione dei funghi nelle foglie.
Se le foglie tendono a ingiallire potrebbe trattarsi di clorosi ferrica: una patologia causata dalla mancanza di Ferro o dalla difficoltà di assorbirlo. Possiamo curarla e prevenirla facilmente utilizzando un fertilizzante a base di chelati di Ferro in primavera e in presenza della malattia.