Ornamentali
Come coltivare un Elleboro: la Rosa di Natale
L’Helleborus niger è una bella piantina facile da coltivare sul terrazzo e in casa. È noto come Rosa di Natale poiché fiorisce nel periodo delle festività!
Possiamo coltivare un Elleboro per decorare la nostra casa o il terrazzo in vista delle feste natalizie, poiché è una delle poche piante che fiorisce in inverno. L’Helleborus niger è noto come Rosa di Natale proprio per la fioritura dicembrina in prossimità delle feste.
È un piccolo arbusto che raggiunge un’altezza massima di 50 cm, apprezzato sia per la delicatezza dei fiori, simili alla Rosa canina, sia per la bellezza del fogliame sempreverde e molto decorativo. È una pianta molto resistente e duratura, tanto che alcune specie crescono spontanee in Italia.
L’Hellebours niger fiorisce da dicembre a gennaio. Altre varietà di Elleboro, come l’Helleborus orientalis, fioriscono più tardi, verso febbraio/marzo. Per farle fiorire anticipatamente, durante il periodo delle feste natalizie, possiamo ripararle sotto una campana di vetro e spostarle al sole da metà novembre in poi.
Gli Helleborus sono un genere di piante della famiglia delle Ranuncolacee e comprende più di dieci specie differenti. Oltre all’Helleborus niger, conosciuto grazie ai suoi grandi fiori bianchi e detto Rosa di Natale, possiamo scegliere tra tante varietà: l’Helleborus argutifolius produce fiori penduli da dicembre a marzo, mentre l’Helleborus x sternii ha fiori verdi o bianchi e fogliame glauco con venature argentee.
Trai tanti ibridi, in particolare di Helleborus orientalis, possiamo poi scegliere tra fiori con screziature e maculature.
L’Helleborus purpurascens produce grandi fiori violacei a partire da gennaio, mentre l’Helleborus virides produce fiori verdi. Esiste anche una varietà con un nome non proprio entusiasmante: Helleborus foetidus cioè Elleboro fetido. L’aggettivo è dovuto alla caratteristica di emettere un cattivo odore se viene calpestato, ma in inverno è un’interessante pianta ornamentale e produce graziose campanule verdi marginate di rosso.
Gli Ellebori sono piante tossiche per gli animali domestici come cani e gatti. Come molte piante Ranuncolacee contiene protoanemonina, una tossina che può provocare reazioni allergiche superficiali e vomito in caso di ingestione. La sua pericolosità è indica nel suo stesso nome: Helleborus deriva infatti dall’unione di due termini dell’antica Grecia, “helo” (uccidere) e “boros” (cibo), cioè “pianta che uccide”. Un nome attribuito proprio per sottolineare la tossicità di tutte le parti della pianta.
COME COLTIVARE UN ELLEBORO
L’Helleborus niger predilige una posizione in ombra o mezz’ombra, ma alcune varietà richiedono posizioni soleggiate, come l’Helleborus argutifolius e l’Helleborus x sternii.
Possiamo coltivare un Elleboro un po’ in tutta Italia, perchè la Rosa di Natale è in grado di tollerare bene il freddo e resiste fino a -10°C.
È una pianta da esterno: possiamo coltivarlo anche in casa ma in una stanza non molto calda e lontano da fonti di calore. L’ideale è coltivarlo sul terrazzo per spostarlo in casa solo in occasione delle feste e quando vengono degli ospiti.
Dopo l’acquisto possiamo trapiantare l’Helleborus niger in un contenitore leggermente più grande. Assicuriamoci che abbia i fori di drenaggio sul fondo, per evitare i ristagni d’acqua. Sempre per migliorare il drenaggio, stendiamo sul fondo uno strato di materiale inerte, come ghiaia o argilla espansa.
Anche la scelta del substrato di coltivazione deve essere appropriata. Scegliamo un terriccio di qualità per piante da fiore. Per migliorare la ritenzione idrica e garantire una riserva d’acqua alla pianta, integriamo nel terriccio una dose di cristalli a lento rilascio: è un polimero naturale di nuova generazione che ha la capacità di assorbire l’umidità in eccesso e di rilasciarla solo quando è necessario. Una “riserva d’acqua” sempre a disposizione delle radici.
Irrighiamo con regolarità per mantenere il terriccio sempre umido e interveniamo quando il substrato risulta asciutto al tatto.
Per coltivare un Elleboro correttamente, eliminiamo sempre l’acqua in eccesso nel sottovaso: serve per prevenire marciumi radicali e malattie fungine.
Il terriccio utilizzato per il trapianto esaurisce rapidamente le sostanze nutritive e toccherà a noi apportare gli elementi necessari per una crescita e una fioritura rigogliosa della pianta.
Possiamo utilizzare delle perle biostimolanti a lento rilascio che alimentano gradualmente le radici fino a tre mesi. Dovremo solo interrarle leggermente nel substrato prima dell’irrigazione, ogni tre mesi.
In alternativa possiamo usare un biostimolante per piante da fiore, aggiungere all’acqua per l’irrigazione ogni 10 giorni, durante il periodo vegetativo, da novembre a marzo. Negli altri mesi sarà sufficiente 1 volta al mese.
La pianta non richiede potature per crescere meglio. Al termine della fioritura possiamo recidere le foglie rovinate e i fiori appassiti.