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Orto

Come coltivare un Gelso in giardino

Il Gelso è un bell’albero capace di associare la valenza ornamentale con una ricca produzione di frutti gustosi. Ed è anche facile da coltivare!

Possiamo coltivare un Gelso per cimentarci con una pianta che ci regalerà frutti deliziosi e difficilmente reperibili in commercio. Di grande bellezza, questo albero viene spesso coltivato come albero ornamentale.

 

I Gelsi (Morus) sono un genere di piante appartenente alla famiglia delle Moracee e comprende decine di specie. In Italia sono particolarmente diffusi i Gelsi neri (Morus nigra con frutti scuri) e i Gelsi Bianchi (Morus alba con frutti chiari). Possiamo inoltre scegliere tra molte varietà, anche con frutti bianchi e rossi e senza semi.

 

È un albero caducifoglie da frutto, molto longevo e può superare i 10 metri in altezza. Nei tempi passati in Italia era diffusa la coltivazione dei Gelsi per allevare i bachi di seta, ghiotti delle sue foglie.

 

I frutti del Gelso sono molto dolci e assomigliano alle More, ma si presentano più grandi e allungati. Per essere precisi, tecnicamente non si tratta di un frutto ma di un’infruttescenza, detta sorosio, composta nella parte centrale del frutto vero e proprio e nella parte superficiale da una polpa derivante dal calice fiorale ingrossato e carnoso.

 

I frutti si raccolgono verso agosto e settembre, in seguito alla fioritura primaverile in aprile e maggio che avviene in concomitanza con la comparsa delle foglie. La pianta si spoglia della chioma nei mesi invernali.

 

COME COLTIVARE UN GELSO IN GIARDINO

TEMPERATURE E SOLE

È una pianta che tollera il gelo fino a -15°C e possiamo coltivare facilmente il Gelso in tutta Italia. Il Gelso nero tollera meno il gelo intenso ed è più diffuso nel sud Italia.

 

Scegliamo una posizione soleggiata per assicurarci una ricca fioritura e produzione di frutti e per proteggere la pianta dal freddo estivo.

IL TRAPIANTO

Il trapianto si effettua quando la pianta entra in riposo vegetativo, verso ottobre o novembre a seconda della fascia climatica. In alternativa possiamo effettuare il trapianto in febbraio, prima della ripresa vegetativa.

 

Scegliamo una posizione isolata poiché diventerà un albero molto alto e manteniamo una distanza di almeno 5/6 metri dalle strutture e da altri alberi.

 

Per il trapianto iniziamo creando una buca abbastanza profonda per ospitare il pane di terra con le radici dell’alberello: manteniamo una profondità e dimensioni doppie rispetto al vaso di coltivazione. Verifichiamo il perfetto drenaggio dell’acqua: versiamone un po’ e controlliamo se viene assorbita rapidamente dal terreno o si formano delle pozze. I ristagni idrici provocano asfissia e marciumi radicali, cioè il focolaio per le malattie fungine. Se il drenaggio non fosse ottimale, dovremo scegliere un’altra posizione o approfondire la buca e integrare nel suolo una dose abbondante di sabbia silicea e ghiaia per migliorare il deflusso dei liquidi.

 

Sul fondo della buca integriamo una dose di perle bioattivanti. Si tratta di una concimazione naturale utile per promuovere l’attecchimento delle radici nella nuova collocazione.

 

Posizioniamo la piantina alla giusta altezza, con il colletto a livello del terreno, e riempiamo la buca con un terriccio morbido e fertile. Al termine pressiamo delicatamente il terreno e irrighiamo generosamente.

L’IRRIGAZIONE

Il Gelso è una pianta rustica e piuttosto autonoma e gli esemplari adulti si accontentano delle piogge e dell’umidità del suolo. Le radici saranno ampiamente sviluppate, tanto da trovare l’umidità necessaria alla crescita nel terreno. È sufficiente intervenire in estate e se le piogge sono assenti per lunghi periodi.

 

Nei primi anni dopo la messa a dimore dovremo invece irrigare regolarmente la pianta, per permettere una crescita corretta e senza stress idrici.

LA CONCIMAZIONE

Un buon ciclo di concimazione, da iniziare in febbraio, aiuterà la pianta a fruttificare velocemente e in modo costante. Le perle bioattivanti, da distribuire ogni due mesi ai piedi della pianta e interrare leggermente, sono utili per tutto il ciclo di sviluppo del Gelso, da aprile fino alla raccolta.

LA POTATURA

All’inizio della primavera possiamo potare i rami per dare forma all’albero e per migliorare l’aerazione nella chioma. Una pratica quest’ultima utile per ridurre il rischio di malattie fungine.

 

Per evitare infezioni di batteri e virus, proteggiamo le ferite inferte dalle potature con disinfettanti adatti. Un mastice cicatrizzante per quelle più grandi e la Propoli per i rami più piccoli.

LA RACCOLTA

Nella tarda estate i frutti giungono a maturazione. Per essere sicuri di raccoglierli maturi, è sufficiente verificare se si staccano facilmente dal peduncolo.

 

Non attendiamo troppo per consumarli, poiché deperiscono velocemente. Possiamo consumarli freschi oppure farli durare nel tempo, facendoli seccare o all’interno di dolci e preparati.

 

LA DIFESA BIOLOGICA

Per prevenire l’insorgere di malattie fungine e l’attacco di parassiti sono suggeriti degli interventi periodici con Farina di Basalto. Una farina di roccia, quindi di origine totalmente naturale, che migliora le difese naturali della pianta, creando un habitat sulla superficie fogliare sgradito dagli insetti parassiti e inadatto alla crescita delle spore fungine.

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