Cura
Come eliminare la Alternaria in modo biologico
Con il termine Alternaria alludiamo a un genere di funghi ascomiceti che comprende numerose specie patogene per le piante, responsabili di una vasta gamma di malattie fungine, comunemente chiamate Alternariosi.
Individuare ed eliminare la Alternaria in modo tempestivo è molto importante poiché questa malattia fungina ha un ciclo vitale e una diffusione molto rapidi.
Con il termine Alternaria alludiamo a un genere di funghi ascomiceti che comprende numerose specie patogene per le piante, responsabili di una vasta gamma di malattie fungine, comunemente chiamate Alternariosi.
Il nome Alternaria deriva dalla parola latina alternus, che significa alternato, e si riferisce all’alternanza delle cellule che costituiscono le ife di questi funghi. Questa caratteristica morfologica, sebbene di interesse prettamente micologico, ci aiuta a comprendere la complessità di questi organismi.
Trattandosi di un’ampia famiglia di malattie e di un patogeno polifago, un po’ tutte le piante e le colture sono esposte al pericolo dell’Alternaria. È frequente su Pomodori, Patate, Melanzane, Peperoni, Cetrioli e Cavoli, ma possiamo trovarla anche sulle Cucurbitacee (Zucchino, Melone, Anguria), sulle Asteracee (Lattuga, Cicoria, Carciofo) o su Carote, Cipolle e Fragole.
COME ELIMINARE LA ALTERNARIA
Si manifesta con macchie scure e concentriche sulle foglie, che in seguito marciscono e possono portare alla morte della pianta.
L’Alternaria predilige condizioni climatiche calde e umide, con temperature comprese tra i 25°C e i 30°C e un’elevata umidità relativa.
Le spore, prodotte in grande quantità dai funghi, vengono disperse dal vento e dalla pioggia, infettando le altre piante attraverso le ferite o gli stomi fogliari. In genere, le infezioni da Alternaria si manifestano durante i periodi più piovosi ma caldi dell’anno, soprattutto in primavera e in autunno, quando le condizioni ambientali sono più favorevoli allo sviluppo del patogeno.
Per prevenire lo sviluppo dell’Alternaria è bene ricorrere a buone pratiche agricole, volte a creare un habitat inadatto allo sviluppo delle spore.
L’umidità è una delle condizioni essenziali per lo sviluppo dell’Alternaria: contro le piogge non possiamo fare nulla, ma possiamo sicuramente ottimizzare l’irrigazione ed evitare di bagnare le foglie. Spesso l’eccesso di umidità è causato da errori di irrigazione.
Non coltiviamo gli stessi ortaggi sempre nello stesso posto. La rotazione delle colture assicura molti vantaggi e uno riguarda proprio l’Alternaria. Alcune malattie fungine sono “specializzate” contro determinate colture e rischiamo un accumulo di spore nel suolo se coltiviamo sempre nello stesso posto. Possono sopravvivere nel terreno e ricomparire la prossima primavera. Per esempio la Alternaria solani colpisce i Pomodori e le Solanacee: se in primavera troverà delle Leguminose interromperemo il suo sviluppo.
Manteniamo la giusta distanza tra le colture: garantiremo così la giusta aerazione tra le piante e limiteremo il rischio di contagio.
Ci sono anche varietà e ibridi orticoli che offrono una maggiore resistenza alle malattie fungine. Può essere una soluzione se abbiamo subito importanti attacchi in passato.
Teniamo sempre pulito il terreno: le spore possono sopravvivere nelle foglie, nei frutti e nei residui colturali caduti a terra.
In presenza della malattia sulle piante, tagliamo subito le foglie malate ed eliminiamole (non nel compostaggio). Anche le cesoie che abbiamo usato vanno disinfettate prima di essere utilizzate su un’altra pianta.
Trattamenti periodici con la Propoli, un disinfettante naturale, prevengono l’insorgenza di qualsiasi malattia fungina, compresa l’Alternaria. Possiamo ricorrere a un prodotto pronto all’uso o uno concentrato in presenza di grandi spazi.
In presenza del problema, tra le sostanze di origine naturale con una spiccata azione nei confronti delle malattie fungine possiamo ricorrere agli Estratti di Equiseto. Una sostanza di base riconosciuta dalla Comunità Europea ricca di elementi nutritivi e in particolare di Silice. Ha la capacità di assorbire l’umidità superficiale e togliendola alle spore ne inibisce lo sviluppo.
Sia gli Estratti di Equiseto prodotti pronti all’uso sia quelli concentrati, opportunamente diluiti in acqua, vanno nebulizzate sulle foglie e sulle piante. È anche un ottimo fertilizzante e possiamo usarlo sia preventivamente nei mesi maggiormente esposti, in primavera e in autunno, sia in presenza della malattia.
Un’altra freccia al nostro arco è la Farina di Basalto. Si tratta di una polvere micronizzata di roccia naturale con uno spiccato effetto idrorepellente che migliora le difese delle piante dagli attacchi di parassiti fungini e insetti parassiti.
La Farina di Basalto è ricca di silicati, che si depositano sulla superficie fogliare impedendo all’acqua di depositarsi per lungo tempo: in questo modo diminuisce le possibilità che i funghi, in assenza di umidità, possano penetrare nei tessuti della pianta.
La Farina di Basalto è consentita in agricoltura biologica, dove viene sfruttata specialmente per la coltivazione di Viti e Olivi. Può essere utilizzata sulle piante orticole, da frutto e ornamentali. Non è fitotossica in caso di sovradosaggio e non richiede tempi di carenza.
È sufficiente miscelare la Farina di Basalto con acqua seguendo le dosi indicate e agitare la miscela ottenuta per alcuni secondi fino a quando tutto il prodotto risulta in sospensione nell’acqua, senza depositi sul fondo. Irroriamo la soluzione ottenuta direttamente sulle foglie fino a gocciolamento.