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Cura

Come eliminare le Mosche Bianche in giardino in modo biologico

Gli Aleurodidi, dette “Mosche bianche” per il loro aspetto, sono un nemico pericoloso per il nostro orto e giardino. Si riproducono rapidamente e possono sviluppare fino a 5 generazioni in un anno e possono volare: andando facilmente a colonizzare le piante vicine.

Eliminare le Mosche bianche in modo tempestivo dal nostro orto e giardino è importante poiché si tratta di un insetto che si riproduce molto rapidamente: fino a 5 generazioni in un anno.

 

Le Mosche bianche, meglio dette Aleurodidi, sono insetti fitofagi: si cibano delle nostre piante sfruttando un apparato boccale pungente/succhiante. Forano le foglie e ne aspirano la linfa.

Le foglie colpite tendono a seccare, ad attorcigliarsi e cadere: le piante più piccole possono interrompere il loro sviluppo vegativo.

 

Inoltre le micro-ferite inferte sulle foglie rappresentano la porta d’ingresso per virus e batteri, aggravata dalla presenza di melata: una sostanza zuccherina rilasciata dagli Aleurodidi che può portare all’insorgere di una malattia fungina chiamata Fumaggine, per le spore grigiastre.

 

Possono attaccare molte varietà di piante, ornamentali, da orto e da frutto, provocano un generale deterioramento della coltura. Hanno una predilezione per Cavoli, Cetrioli, Melanzane, Peperoni, Pomodori e Zucchine.

 

COME ELIMINARE LE MOSCHE BIANCHE IN MODO BIOLOGICO

CARATTERISTICHE

Gli Aleurodidi si presentano come piccole mosche caratterizzate dal corpo e dalle ali biancastre. È facile individuarle poiché è sufficiente scuotere le piante per vederle volare via.

 

Le Mosche bianche sono molto diffuse in gran parte delle regioni italiane e l’aumento delle temperature sta diffondendo il problema in aree in cui prima era quasi assente. Amano i climi miti e umidi con temperature comprese i 20°C e i 30°C. Il caldo eccessivo, oltre i 35°C, riduce l’attività riproduttiva poiché le uova faticano a sopravvivere. Anche il freddo, vicino ai 10°C, limita fortemente l’attività e sotto gli 0°C muoiono, sia gli insetti adulti sia le larve. Le uova però, se depositate in un luogo protetto, come un cumulo di foglie o tra la corteccia degli alberi, possono svernare e liberare una nuova generazione con l’arrivo della primavera.

 

A seconda della zona climatica in cui viviamo, la loro comparsa può cambiare: nelle zone del nord arrivano verso aprile/maggio, nel sud prima.

 

Le femmine adulte depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie e dopo circa una settimana escono le piccole larve (neanidi), che iniziano subito a nutrirsi della linfa vegetale. Prima di trasformarsi in insetto adulto dovranno passare circa 25/30 giorni e diversi stadi di trasformazione giovanili.

LA PREVENZIONE

Il modo migliore per limitare i danni delle Mosche bianche è sicuramente prevenire il loro arrivo; cioè rendere le nostre piante inospitali per deporre le uova e adottare dei sistemi di monitoraggio per individuare e colpire il problema appena si manifesta.

 

Anzitutto rispettiamo alcune tecniche agronomiche. Sappiamo che le uova possono svernare in inverno in luoghi protetti nel terreno: una buona pulizia invernale (per togliere foglie, rami secchi, ecc.) e la rotazione delle colture possono contribuire a ridurre le uova “dormienti”.

 

Il monitoraggio costante dello stato di salute delle piante, specialmente da aprile in poi, è fondamentale. Guardiamo bene le foglie, anche nella pagina inferiore, alla ricerca di tracce di parassiti: le uova possono essere facilmente rimosse a mano. Per il monitoraggio della presenza degli insetti adulti, sono molto utili le trappole adesive cromotropiche: le Mosche bianche adulte sono attratte dal colore e rimangono intrappolate nella patina adesiva. Le trappalo sono utili sia per catturare gli adulti, sia per segnalare tempestivamente la presenza dei parassiti. Se interveniamo subito, prima dello sviluppo delle prime uova, stroncheremo sul nascere il possibile pericolo. È sufficiente posizionare le trappole in vasi punti del giardino e controllarle periodicamente, alla ricerca di tracce di insetti parassiti.

 

Sempre a livello preventivo, suggeriamo dei trattamenti fogliari periodici con Olio di Neem concentrato quando le temperature primaverili iniziano ad alzarsi e aumenta il pericolo di arrivo delle Mosche bianche. L’Olio di Neem ha spiccati e diversi effetti benefici sulla pianta: il suo fitocomplesso viene usato fin dall’antichità come rimedio naturale per il mantenimento nel tempo della salute delle piante. La caratteristica patina che si forma dopo l’applicazione fogliare, rende la pianta un ambiente inospitale nei confronti di insetti indesiderati, rinvigorendone contemporaneamente i processi metabolici.

LA DIFESA BIOLOGICA

In presenza degli insetti o delle uova interveniamo con trattamenti con un Sapone Molle di Potassio. Crea sulle foglie un ambiente sgradito agli insetti e il sapone ha la capacità di lavare la melata. I trattamenti preventivi si effettuano ogni 14 giorni; in presenza degli insetti ogni 7 giorni.

 

Per ridurre il numero degli insetti adulti e delle uova possiamo ricorrere anche a trattamenti con Estratto di fermentato di Ortica e con Oli vegetali.

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