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Cura

Come limitare le larve di lepidotteri sulle piante

Molti lepidotteri, cioè farfalle, depositano le uova sulle foglie e le larve che ne fuoriescono possono arrecare ingenti danni alle nostre amate piante. Alcune larve rosicchiano le foglie, altre invece – le temibili “minatrici” - scavano gallerie al loro interno.

La presenza delle larve di lepidotteri sulle piante è difficile da rilevare e spesso ce ne rendiamo conto quando scopriamo le foglie rosicchiate o le piantine completamente deturpate.

 

I lepidotteri sono farfalle, spesso notturne e non sono pericolose per le nostre piante. Anzi sono insetti impollinatori e da adulti si nutrono di nettare. Il problema nasce quando il lepidottero deposita le uova sulle foglie: per proteggerle le copre con una sostanza serica, simile a una ragnatela e talvolta “incolla” fra loro due foglie o ne ripiega una su sé stessa.

 

Dopo pochi giorni le uova si schiudono e ne fuoriescono delle larve molto voraci, che si ciberanno della pianta che le ospita finché crescono e si mutano a loro volta in farfalle. Inizialmente le larve sono bianche ma assumono rapidamente il colore della pianta di cui si cibano. Ciò le rende ancora più difficili da individuare: sono immobili e si mimetizzano benissimo.

 

LARVE DI LEPIDOTTERI SULLE PIANTE

CARATTERISTICHE

Spesso ci accorgiamo della presenza delle larve di lepidotteri sulle piante per le foglie rosicchiate. Le larve sono infatti dotate di un apparato boccale masticatore, quindi non pungono le foglie come gli Afidi ma le mordicchiano. Il problema è che in una notte posso defogliare una piccola piantina. Alcune larve, dette “minatrici”, penetrano sotto la cuticola delle foglie e si cibano dalla linfa scavando delle gallerie all’interno delle foglie.

 

Ci sono tante specie di lepidotteri con larve dannose per l’orto e alcune sono attratte in particolare da alcune varietà. Come la Farfalla del Geranio (Cacyreus marshalli), la Farfalla cavolaia (Pieris brassicae), la Carpocapsa o verme del Melo (Cydia pomonella), la Nottua del Cavolfiore (Mamestra brassicae), la Nottua del Pomodoro (Helicoverpa armigera), la Piralide del Bosso (Cydalima perspectalis), la Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa), la Tignola orientale del Pesco (Cydia molesta) e la Tuta absoluta dei Pomodori.

 

Come abbiamo visto da questa breve carrellata, la presenza di larve di lepidotteri sulle piante è più frequente nell’orto, ma non disdegnano anche le piante da fiore e gli alberi.

LA DIFESA BIOLOGICA

Il controllo periodico delle nostre piante è molto importante, specialmente dall’inizio della primavera in poi. Il primo indizio della presenza di larve sono le foglie rosicchiate, ma è ormai troppo tardi. Dobbiamo quindi controllare bene il fogliame, specialmente nella pagina inferiore, alla ricerca dei “bozzoli” che contengono le uova prima della loro schiusa. Se ne troviamo, tagliamo la foglia e liberiamola lontana dal nostro terrazzo: non uccidiamo le farfalle, sono insetti utili.

 

Le larve sono animali molto più grandi dei tradizionali parassiti delle piante, come Afidi o Acari, e molte soluzioni biologiche non sono sufficientemente efficaci. La soluzione preventiva più adatta contro le larve di lepidotteri sono i prodotti a base di Neem. Contengono azadiractina, un principio attivo fagorepellente per le larve. Possiamo ricorrere a un Olio di Neem spray pronto all’uso per nebulizzarlo sulle foglie oppure un Olio di Neem concentrato da diluire in acqua e versare direttamente nel terreno per un trattamento radicale.

 

Anche trattamenti con Estratti di Ortica migliorano le difese naturali delle piante creando un habitat inadatto per lo sviluppo delle larve.

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