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Come scegliere e coltivare i Peperoncini
I Peperoncini, più o meno piccanti, sono una presenza fissa degli orti italiani! Vediamo come coltivarli e come scegliere le varietà in base alla piccantezza!
Possiamo coltivare i Peperoncini nell’orto per apprezzare le loro fioriture colorate e i frutti brillanti e con colori sgargianti. Senza dimenticare che si tratta di un alimento molto frequente sulle tavole degli italiani, molto benefico per la nostra salute.
Il Peperoncino (Capsicum annuum) è una pianta annuale messicana appartenente alla famiglia delle Solanacee. È molto facile da coltivare se la posizioniamo in pieno sole. In primavera appaiono i piccoli fiori bianchi e da giugno a novembre compaiono i frutti.
Le varietà si distinguono per forma (ciliegia, lanterna, turbante, ecc.), colore (bianchi, rossi, gialli, arancioni, verdi, viola, cacao e addirittura neri) e grado di piccantezza. Possiamo così creare un angolo dedicato a questi frutti, per coltivare varietà con colori, forme e piccantezza differente.
Quando hanno raggiunto il giusto colore, a seconda della varietà, possiamo raccoglierli e usarli freschi oppure conservarli secchi, polverizzati o sott’olio.
Al termine del periodo di fruttificazione, essendo una pianta annuale, possiamo estirparla per poi lasciare essiccare i frutti appendendo la pianta a testa in giù.
Come detto sono anche un prezioso alleato per la nostra salute: assumendoli nell’alimentazione possiamo digerire meglio i cibi grassi, contrastare le malattie cardiovascolari e alleviare i dolori e le infiammazioni.
COME COLTIVARE I PEPERONCINI
I Peperoncini si distinguono per grado di piccantezza, misurata con la scala di Scoville (Shu Scoville Heat Units) che indica la presenza di capsaicina. È un alcaloide che nell’uomo stimola i recettori del caldo situati sulla lingua e ci provoca la nota sensazione di bruciore.
Gli uccelli possono mangiare i Peperoncini, perché non hanno recettori che rilevano la capsaicina, quindi non percepiscono la piccantezza. Questa pianta si è diffusa proprio sfruttando gli uccelli, che ingoiano i semi senza masticarli e li distribuiscono insieme al loro guano!
La scala Scoville comprende dal livello base 0 (non piccante) fino a oltre 16 milioni, cioè la capsaicina pura.
Tra i meno piccanti ci sono quelli di uso comune che hanno fino a 2.500 Shu. Ne fanno parte il Peperone dolce (0/100 Shu), la Paprica (100/1.000 Shu) e l’Ancho (1.000/1.500 Shu).
Se cerchiamo i Peperoncini più piccanti dobbiamo salire nella scala di Scoville tra i 15.000 e i 100.000 Shu. In questa posizione troviamo il famoso Japaleno (5.000/15.000 Shu), il nostrano Peperoncino calabrese (15.000/30.000 Shu) e per i più coraggiosi c’è lo Scotch Bonnet (50/100.000 SHU) l’Habanero (100.000/350.000 Shu).
È quasi impossibile mangiare i Peperoncini che superano 1 milione di Shu oltre a doverli maneggiare con estrema cautela, poiché sono molto irritanti. Non è un caso che lo spray al Peperoncino in uso alle forze dell’ordine abbia 2,5/5 milioni Shu, quasi quanto il Carolina Reaper (2/2,2 milioni Shu), che insieme al Trinidad Scorpion (1-2 milioni Shu) detiene il record di piccantezza. Queste varietà vengon usate solo nella preparazione di salse piccanti.
Appartenendo alla famiglia delle Solanacee, il Peperoncino richiede molto sole e non tollera il freddo sotto i 10°C.
Possiamo scegliere se partire dal seme, che è molto più economico e ci permette di scegliere tra più varietà, o da una piantina già spuntata, risparmiando molto tempo anche se costano di più.
Scegliamo sempre un luogo molto soleggiato, poiché i raggi sono fondamentali per lo sviluppo dei fiori e dei frutti.
La semina protetta può avvenire in ambiente protetto tra febbraio e marzo, usando un semenzaio da far germogliare in un ambiente caldo e luminoso. Dopo circa un mese possiamo trapiantare le piantine nell’orto, tra aprile e maggio, quando le temperature minime superano i 18°C. I frutti si raccolgono da luglio a ottobre.
Prima di trapiantare le giovani piante di Peperoncino nell’orto, prepariamo il letto di semina con qualche settimana di anticipo. Zappiamo e rastrelliamo la zona che ospiterà le piantine per ottenere un terriccio morbido, rompiamo le zolle più compatte e togliamo sassi o radici di piante infestanti. Approfittiamo dell’occasione per integrare nelle buche d’impianto delle perle bioattivanti. Questa concimazione sarà sufficiente per tutta la stagione.
Se coltiviamo le piante in vaso, possiamo integrare con un biostimolante liquido per piante da orto da diluire nell’acqua per l’irrigazione ogni 10 giorni durante tutto il ciclo vegetativo.
Sia se scegliamo di partire dai semi sia se optiamo per il trapianto, irrighiamo il terreno per facilitare il contatto dei semi e delle radici con il suolo. Proseguiamo poi fornendo abbondante acqua fino alla produzione dei fiori: è una pianta che tende ad appassire in presenza di siccità!
L’Olio di Neem è un’ottima soluzione per proteggere la pianta e i frutti dall’attacco di parassiti in modo biologico.