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Appartamento

Kokedama: come coltivare la sfera di muschio giapponese

Coltivare un Kokedama non è semplicissimo ma è talmente bello da appassionare molti green lover! E poi è totalmente biodegradabile e plastic-free!

Dietro il termine Kokedama si cela un’antica tecnica di coltivazione giapponese che prevede l’utilizzo di una particolare sfera di muschio al posto del vaso. Una tecnica affascinante, così come altre forme d’arte vegetale che ci arrivano dall’estremo oriente, come il Bonsai e l’Ikebana.

 

Il termine Kokedama significa sfera di muschio e non è semplice costruirne uno ed è sicuramente più facile acquistarne uno già realizzato. Il muschio racchiude soltanto la “sfera verde” ma al suo interno i giapponesi usano dei particolari substrati, particolarmente argillosi, chiamati keto e akadama. Tutti materiali difficili da reperire e molto costosi; ricordiamo inoltre che è vietato raccogliere il muschio in natura.

 

COME COLTIVARE UN KOKEDAMA

QUALI PIANTE?

La sfera di muschio è semplicemente un involucro e possiamo coltivare al suo interno molte specie di piante.

Le piante succulente, come la Crassula o l’Echeveria, hanno meno esigenze idriche e rendono più facile la coltivazione. Ma possiamo coltivare in un Kokedama la maggior parte delle piante d’appartamento, come la Calathea, l’Epipremnum, l’Edera, la Felce, la Peperomia, la Pilea, il Pothos o lo Scindapsus.

TEMPERATURA E SOLE

Per le temperature e l’esposizione solare dovremo rispettare le esigenze delle singole specie coltivate.

Essendo esteticamente molto rilevante, di solito i Kokedama vengono esposti all’interno della casa, come un complemento d’arredo. Può essere appeso oppure poggiato su una base, generalmente in legno.

Le Felci e le piante succulente crescono bene in mezz’ombra, mentre le piante da fiore richiedono un’esposizione solare; le Edere invece vanno all’esterno.

L’IRRIGAZIONE

L’aspetto più importante nella coltivazione di un Kokedama è l’irrigazione. Non esiste una regola generale, poiché dipende dal tipo di pianta ospitata: per esempio l’Edera richiede meno acqua di un Pothos.

 

La frequenza dell’irrigazione dipende anche da altri fattori: come la grandezza della sfera, la sua esposizione (sole o ombra) e la temperatura ambientale. Dovremo quindi capire, di volta in volta, quanto tempo aspettare tra una irrigazione e l’altra. Visivamente e con il tatto possiamo capire se il muschio è asciutto o umido. Gli esperti, col passare del tempo, riescono a capire quando è il momento giusto per irrigare soppesandolo: se è troppo leggero va bagnato.

 

L’irrigazione si effettua per immersione: riempiamo di acqua una bacinella d’acqua abbastanza grande e immergiamo il Kokedama per circa 10/15 minuti. Al termine, lasciamolo sgocciolare prima di appenderlo o riporlo sul piedistallo. Per le piante che lo richiedono, come le Felci, dovremo nebulizzare con acqua anche le foglie.

LA CONCIMAZIONE

Durante l’irrigazione possiamo anche procedere alla concimazione, diluendo una dose di bioinduttore per piante verdi d’appartamento nell’acqua presente nella bacinella. Ripetiamo la concimazione ogni 15 giorni in primavera e in estate e riduciamo a 1 volta al mese in autunno e inverno.

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