10.05.2024 topic articolo

La dorifora della patata

Maggio porta con sé non solo il tepore primaverile, ma anche la minaccia della dorifora della patata, un insetto devastante per gli orti. Si tratta di un defogliatore infido che si nutre esclusivamente di solanacee, con la patata come ospite principale e, occasionalmente, melanzane e pomodori. Con il nome scientifico di Leptinotarsa decemlineata, questa creatura si distingue per le dieci bande sulle sue ali, rendendola facilmente identificabile anche per gli osservatori meno esperti.

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La dorifora della patata è uno degli insetti più dannosi per gli orti dato che colpisce la patata coltivata, soprattutto nel mese di maggio. Si tratta di un defogliatore molto vorace, che attacca unicamente le solanacee: l’ospite principale è la patata, ma causa danni da anche alle melanzane; meno frequenti sono invece gli attacchi su pomodoro.

 

Il suo nome scientifico è Leptinotarsa decemlineata e deriva dalle dieci bande presenti sulle ali di questo insetto.

 

Questa caratteristica lo rende un insetto facilmente riconoscibile morfologicamente anche dagli osservatori meno esperti: presenta testa e addome giallo arancio con macchie nere e due ali color ocra che fanno da sfondo a cinque bande nere longitudinali per ciascuna.

 

L’adulto ha il corpo ovale con dimensioni di 10-12 mm e le larve sono di forma convessa dorsalmente, lunghe 11-12 mm all’ultimo stadio di sviluppo, di colore rosso con puntini neri. Le uova sono ovoidali, di colore giallo arancio e disposte in gruppi da 20-40 sulla pagina inferiore delle foglie. Nel corso della sua vita un adulto può deporre fino a 2000 uova, questo ci fa capire come riescono a prolificare così facilmente. L’insetto, dopo una fase di dormienza invernale, riprende la sua attività a maggio e appena le condizioni sono favorevoli inizia a deporre.
Dopo un periodo di tempo che varia dai 4 ai 15 giorni, a seconda delle condizioni ambientali, le uova si schiudono e fuoriescono le larve che compiono tre mute.

 

I danni sono a carico delle foglie, solo saltuariamente anche di fusti e tuberi e solo se la pianta ospite è gravemente defogliata, e sono determinati sia dalle larve che dagli adulti. Una delle tecniche migliori per prevenire gli attacchi è la rotazione colturale, alternando le solanacee per esempio a leguminose o asteracee (ortaggi a foglia). In ogni caso è sempre consigliabile tenere monitorate le piante.

 

Consiglio:

 

Per prevenire il prolificare di questo insetto si può utilizzare Krisan F, una soluzione concentrata, da diluire, a base di oli vegetali estratti a freddo. Krisan F garantisce un ambiente inospitale per il proliferare di parassiti.

Autori

Elia Ricetti, Lorenzo Rugin, Riccardo Franchi, Riccardo Spertini