05.03.2024 topic articolo

L'azotofissazione

I batteri azotofissatori nel terreno trasformano l'azoto atmosferico in una forma utilizzabile dalle piante. Questa simbiosi arricchisce il suolo di azoto, fondamentale per la crescita vegetativa. Le leguminose, come fagioli e fagiolini, sono utili per arricchire naturalmente il terreno di azoto, ma richiedono protezione dagli afidi con trattamenti regolari a base di olio di Neem.

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É un processo naturale con il quale i batteri azotofissatori presenti nel terreno fissano l’azoto atmosferico (N2) e lo rendono prontamente assimilabile per le piante (NH4+).

 

Questi batteri sono molto importanti, infatti l’azoto è uno degli elementi fondamentali per le piante, essendo indispensabile per la crescita vegetativa, mentre il fosforo e il potassio facilitano la fioritura e la fruttificazione.
Nel suolo è presente una moltitudine di batteri che ha il compito di agire in anaerobiosi (senza ossigeno) o in aerobiosi (in presenza di ossigeno) e possono essere: liberi, quindi indipendenti dalle piante, oppure simbionti, traendo profitto gli uni dagli altri. Questi batteri entrano in simbiosi con le piante e in cambio dello zucchero e della materia organica prodotta dalla fotosintesi, garantiscono la presenza di azoto ammoniacale nella rizosfera.

 

Il Rhizobium (dal greco “rhiza” = radice, “bios” = vita) è il batterio azotofissatore più conosciuto ed entra in simbiosi con le leguminose, che per questo sono definite piante azotofissatrici.
Queste piante sono infatti molto indicate da usare nell’orto per gli avvicendamenti (rotazione delle colture) con lo scopo di arricchire il terreno di azoto per le colture successive.

Tra le leguminose, il lupino, la fava, il cece, l’erba medica e il trifoglio bianco sono quelle che apportano maggiori quantità di azoto al terreno; se decidessimo di utilizzarli come sovesci e quindi interrarli senza raccoglierne i frutti, andremmo ad arricchire abbondantemente di azoto il nostro terreno in maniera naturale, in alternativa possiamo interrare i residui dopo la raccolta.

Tenendo conto di questa incredibile qualità delle leguminose, nella programmazione del nostro orto non dimentichiamo neanche piselli, fagiolini e fagioli, che, non andando a consumare l’azoto del suolo, lo lasciano particolarmente ricco per le colture che verranno successivamente.

Fonti: libro di chimica, chimica e fertilità del suolo. Caironi, Tinti, Colí, Tomasini

 

Consiglio:

le leguminose, soprattutto le più coltivate negli orti, come fagiolini e fagioli, sono particolarmente soggetti agli attacchi di afidi, per cui è una buona pratica prevenirli andando a spruzzare le nostre piantine tutte le settimane con olio di Neem alternato a Oleomix o Koracid, che andranno ad agire in maniera repellente.