21.03.2024 topic articolo

Tecniche di semina

Le tecniche di semina includono a dimora, in semenzaio o contenitore. La ripicchettatura trasferisce le giovani piantine nei contenitori. Per la germinazione protetta sono necessari calore e umidità costanti. I biostimolanti favoriscono lo sviluppo delle piantine e si consiglia di utilizzarli per garantire una crescita sana e resistente.

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Il seme è un organo di diffusione a cui è affidata la disseminazione delle piante. Si forma nel frutto, ovvero l’ovulo fecondato.

L’embrione maturo contenuto nel seme contiene uno o due cotiledoni. Questi ultimi sono le prime foglie della pianta, che forniscono all’embrione le prime riserve di energia per poter germinare.
Esistono diverse tecniche di semina, a seconda dei casi e delle specie, una delle più usate è la semina a dimora, che consiste nel far nascere e crescere le piante direttamente nella proda. Questo tipo di semina può essere effettuata a spaglio, a righe, oppure a buche.
Esistono altre due semine molto diffuse ovvero, in semenzaio o contenitore.

 

In semenzaio:

è in genere un piccolo appezzamento di terreno situato in posizione favorevole, riparato ed esposto a mezzogiorno. In esso si possono effettuare semine anticipate così che, quando nell’orto, a piena aria, si verificano le condizioni di temperature necessarie per lo sviluppo di una certa specie, è possibile mettere a dimora una piantina già sviluppata.

 

Contenitore:

La semina è fatta in una cassetta di plastica (forata) chiamata seminiera. Il seme è ricoperto, setacciandoci sopra un “velo” di terriccio.
Oggigiorno il salto qualitativo consiste nel seminare le piante, un seme alla volta, nei contenitori alveolari.

 

In alternativa una delle tecniche più utilizzate è la ripicchettatura, che consiste nel trasferimento delle giovani piantine dalla seminiera ai contenitori alveolari o in piccoli vasi. Lo scopo è ottenere piantine di ortaggi da trapiantare, dotate di zolla di terriccio ricca di radici in grado di attecchire già sulle prode del nostro orto o in vasi ancora più grandi.

 

Per la germinazione in un ambiente protetto servono: una temperatura minima di 12°C, che si può ottenere con dei bancali riscaldati, e un’umidità quanto più costante del terriccio, che si può ottenere anche tramite un impianto di nebulizzazione.

 

Consiglio:

La coltivazione di nuove piantine in spazi ristretti come il semenzaio o i contenitori genera una maggiore competizione per i nutrienti. Anche per questo è consigliabile già dopo le prime settimane dall’emersione delle piantine, di bagnare ogni 10 giorni con biostimolanti che, oltre a sostenere lo sviluppo delle piantine rendendole da subito più sane e resistenti, apportano piccole quantità di nutrienti come Harmonia Universale o Harmonia Orto e Frutta.
Scritto da: Tenzin Capizzi, Giorgio Zanfardin, Samit Lacorte e Luca Salvioni
Sitografia e fonti: Presentazione di ortofrutticoltura a cura di: Matteo Maspero, Giovanni Salvan e Paola Spoleto