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Orto

Come coltivare il Cavolfiore nell’orto

I Cavolfiori sono tra i principali attori dell'orto invernale. Originario dell'area mediterranea, si è diffuso in tutto il mondo grazie alle sue proprietà nutritive e al suo valore culinario.

Quella di coltivare i Cavolfiori è una tradizione italiana e sono ortaggi molto generosi e tra i pochi che si raccolgono in inverno.

Il Cavolfiore (Brassica oleracea) appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, ed è apprezzato per il suo gusto delicato e la sua versatilità in cucina. Originario dell’area mediterranea, il Cavolfiore si è diffuso in tutto il mondo grazie alle sue proprietà nutritive e al suo valore culinario. In Italia ne utilizziamo diverse varietà, di colore bianco, verde o viola.

 

Il periodo di fioritura del Cavolfiore varia a seconda della varietà e delle condizioni climatiche, ma in generale si colloca tra l’autunno e l’inverno. Forma una testa compatta, chiamata corimbo, composta da numerose infiorescenze raccolte, che rappresenta la parte edibile della pianta. Le foglie sono larghe e carnose e avvolgono la testa per proteggerla dal sole e mantenerne il colore chiaro.

 

Il suo stesso nome indica le sue caratteristiche: Cavolfiore deriva dal latino caulis (gambo o cavolo) e flos (fiore), per sottolinea la edibile della pianta, cioè il fiore.

 

Tra le tante varietà, scegliamo quelle più affini alla zona e tipiche del nostro territorio: si adatteranno meglio al clima e al tipo di terreno. Inoltre dovremo evitare di coltivare i Cavolfiori sempre nello stesso posto: è bene effettuare una rotazione delle colture, per non impoverire il terreno di alcuni elementi nutritivi ed evitare il proliferare di alcuni insetti parassiti.

 

COME COLTIVARE I CAVOLFIORI

TEMPERATURE E LUCE

Il Cavolfiore è una pianta che preferisce temperature fresche: il range ideale di coltivazione che va dai 15°C ai 20°C. È in grado di tollerare temperature minime fino a 6°C, ma temperature inferiori possono danneggiare la pianta. Temperature superiori ai 24°C possono invece compromettere lo sviluppo del corimbo, causando fioriture premature.

 

Il Cavolfiore richiede una buona esposizione alla luce solare, ma nelle regioni particolarmente calde è consigliabile un’ombreggiatura parziale durante le ore più calde della giornata. Per proteggere i fiori dai raggi diretti troppo caldi.

LA SEMINA

Il periodo ideale per la semina del Cavolfiore varia in base al clima. Può avvenire dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, a patto che le temperature minime notturne siano stabilmente sopra i 10°C. Possiamo anticipare i tempi usando un semenzaio protetto, per poi trapiantare la piantina nell’orto dopo circa un mese.

 

Prima della semina dovremo preparare il terreno dell’orto: lavoriamo il suolo fino a una profondità di circa 25/30 cm, per rompere le zolle più coriacee e togliere eventuali sassi e parti di altre piante. In questa fase incorporiamo nel terreno una dose di perle bioattivanti a lenta cessione. Favoriscono una sana attivazione dei processi metabolici della pianta e arricchiscono di preziosi elementi il terreno, anche con basse temperature ambientali.

 

All’atto della semina manteniamo una distanza di 50/60 tra ogni fila e di 40/50 cm tra ogni pianta. In questo modo avranno lo spazio necessario per crescere.

L’IRRIGAZIONE

Il Cavolfiore necessita di un’irrigazione costante e regolare, soprattutto nel periodo di crescita e formazione del corimbo. Un’irrigazione insufficiente può causare la formazione di teste piccole e dure.

 

Gli eccessi di acqua e i ristagni d’acqua vanno però evitati poiché stimolano facilmente marciumi e malattie fungine.

 

Irrighiamo i Cavolfiore al mattino presto o nel tardo pomeriggio, per ridurre l’evaporazione e permettere alle piante di assorbire l’acqua durante le ore più fresche. Evitiamo di bagnare le foglie, per limitare il rischio di malattie fungine.

Quando le piantine iniziano a crescere, stendiamo uno strato di pacciamatura ai piedi delle piantine: servirà per mantenere l’umidità del suolo e controllare le erbe infestanti.

LA CONCIMAZIONE

Dopo aver concimato il letto di semina durante la crescita è opportuno effettuare una concimazione di copertura con un biostimolante biologico a lenta cessione. Un eccesso di concimazioni chimiche può risultare dannoso per i Cavolfiori.

LA RACCOLTA

La raccolta del Cavolfiore avviene generalmente quando il corimbo raggiunge una dimensione adeguata e prima che i fiori inizino ad aprirsi. La testa deve essere compatta e di colore uniforme.

 

La raccolta si effettua tagliando il gambo principale sotto il corimbo, lasciando alcune foglie per proteggere la testa durante la manipolazione.

 

È importante non ritardare troppo la raccolta per evitare che il cavolfiore perda la sua consistenza e qualità.

I NEMICI NATURALI

Il Cavolfiore può essere soggetto all’attacco di diversi insetti parassiti e malattie fungine.

 

Tra gli insetti più comuni troviamo gli Afidi, la Mosca del Cavolo (Delia radicum) e la Nottua del Cavolfiore (Mamestra brassicae).

 

Controlliamo regolarmente le piante e rimuoviamo manualmente i parassiti visibili. In caso di infestazioni di Afidi possiamo usare il Sapone molle di Potassio. Contro la Mosca e la Nottua del Cavolo possiamo ricorrere all’Estratto di Ortica. Per raddoppiare l’azione difensiva, usiamo contestualmente anche l’Olio di Neem, utile sia contro gli Afidi sia contro i parassiti tipici del Cavolfiore.

La presenza di insetti può essere limitata con l’uso di reti anti-insetto.

 

Anche le malattie fungine sono un problema tipico dei Cavoli. Oidio e Peronospora sono le più comuni. Possiamo evitarle riducendo l’umidità del terreno e ambientale. La Farina di Basalto ha uno spiccato effetto idrorepellente e non consente all’acqua di depositarsi sulle superficie di conseguenza diminuisce la possibilità che un fungo possa penetrare all’interno della pianta.

 

In presenza delle malattie fungine possiamo spruzzare sulle parti malate gli oli essenziali di agrumi: sono ricchi di terpeni, speciali molecole di natura oleosa che derivano dal metabolismo delle piante e che da svariati anni vengono utilizzati in agricoltura per molte applicazioni di natura curativa, preventiva e repellente. Tra le varie molecole c’è D-Limonene che viene ricavato dalla buccia dell’arancia e degli agrumi in genere. Nei confronti delle patologie fungine e dei batteri agisce rompendo la membrana cellulare dei patogeni provocandone il disseccamento evitando danni al tessuto vegetale della pianta.

 

Anche l’Estratto di Equiseto ha un’efficacia diretta sul controllo delle malattie fungine, come l’Alternaria, la Ticchiolatura, la Bolla, l’Oidio e la Peronospora.

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