Cura
Come eliminare i ragnetti rossi e gialli: gli Acari delle piante
I ragnetti delle piante (Tetranychus urticae) sono Acari: appartengono alla classe degli Arachnidi e hanno otto zampe: quindi non sono insetti ma ragni microscopici.
Eliminare i Ragnetti rossi tempestivamente dalle nostre piante è importante poiché sono animali molto prolifici e si cibano della linfa delle colture ornamentali o dell’orto.
Individuarli non è facile poiché sono microscopici: ma la presenza di piccole ragnatele sulle foglie deve indurci dei sospetti.
ELIMINARE I RAGNETTI ROSSI DALLE PIANTE
I ragnetti delle piante (Tetranychus urticae) sono Acari: appartengono alla classe degli Aracnidi e hanno otto zampe, quindi non sono insetti ma ragni. Possono essere rossi, ma anche gialli, bicolori o marroni.
Sono quasi invisibili a occhio nudo e rappresentano un problema per le piante poiché si riproducono rapidamente, riuscendo a sviluppare più generazioni in un anno se le condizioni climatiche sono favorevoli.
Hanno un apparato boccale pungente e succhiante, quindi forano la superficie fogliare e si nutrono della linfa. Se notiamo sulle foglie delle puntinature più chiare e una decolorazione delle foglie probabilmente siamo in presenza di Acari o insetti con apparato boccale pungente e succhiante.
Il Tetranychus urticae è un estremamente polifago e può attaccare più 200 specie vegetali: orticole, da frutto, ornamentali e anche d’appartamento. La decolorazione delle foglie col tempo riduce la fotosintesi e provoca necrosi, compromettendo la salute generale della pianta.
In giardino compaiono con l’arrivo della primavera e sono attivi fino ai primi freddi, quando iniziano a prepararsi per svernare in inverno.
In primavera, con l’aumento delle temperature, le femmine dei ragnetti rossi si spostano verso le piante per depositare le uova, spesso nascoste sulla pagina inferiore delle foglie. Un Acaro femmina depone fino a 100 uova nel corso della vita. Le uova possono essere di diversi colori (arancioni, gialle, verdi, rosse) e hanno un diametro inferiore a 0,1 mm. Quando le temperature sono stabilmente sui 20°C, le uova si schiudono in due settimane e liberano le larve, che da subito iniziano a nutrirsi della linfa della pianta ospite.
In estate, con l’aumento delle temperature oltre i 30°C, le uova si schiudono in 7 giorni: è il periodo dell’anno in cui c’è il picco di attività. Si registrano da 6 a 10 generazioni all’anno e le sovrapposizioni frequenti causano potenziali infestazioni epidemiche.
L’attività tende a diminuire in autunno, con l’arrivo del freddo. Le femmine adulte già fecondate si preparano a svernare in inverno, nascondendosi in luoghi protetti e riparati. Si risveglieranno la prossima primavera e come prima cosa depositeranno le uova.
Il primo intervento di prevenzione è l’osservazione periodica delle nostre piante. Sappiamo che gli Acari si sviluppano con temperature superiori ai 20°C, mentre in inverno non operano perché temono il freddo. A seconda della fascia climatica, possiamo facilmente individuare i mesi, in primavera e in estate, in cui i nostri giardini sono maggiormente esposti.
Gli Acari sono quasi invisibili ed è molto difficile individuarli. Le femmine adulte misurano circa 0,5 mm, mentre i maschi si fermano a 0,3 mm. Di solito ci rendiamo conto della loro presenza perché notiamo le tracce del loro passaggio. Oltre alla decolorazione, un segno distintivo della presenza degli Acari sono le piccole ragnatele visibili, spesso create in prossimità del picciolo delle foglie.
In questi mesi possiamo usare le trappole adesive cromotropiche che attirano e intrappolano tutti gli insetti fitofagi. Acari ma anche Afidi o Mosche bianche. Hanno la duplice funzione di intrappolare ed eliminare gli Acari adulti, ma soprattutto ci avvisano tempestivamente della presenza di questi insetti. L’adesivo non cola e resta attivo anche in caso di pioggia o alte temperature.
Per creare un habitat sgradito dagli insetti fitofagi, possiamo nebulizzare sul fogliame delle soluzioni naturali come la Propoli o l’olio di Neem. Possiamo utilizzarli entrambi: la Propoli nebulizzata sulle foglie e l’Olio di Neem per ferti-irrigazione nel terreno. Dall’inizio della primavera e fino all’autunno effettuiamo i trattamenti fogliari ogni 10 giorni e la ferti-irrigazione 1 volta al mese.
In presenza delle classiche tracce degli Acari dobbiamo intervenire per limitare il problema. Se non interveniamo le foglie continueranno a decolorarsi e le ferite causate dalle punture si infetteranno creando macchie scure sulle foglie. Prima del deperimento della pianta, le foglie si accartocceranno e seccheranno.
Gli Acari sono molto piccoli e non sono necessari “veleni” per eliminarli. In presenza degli insetti sulle piante possiamo effettuare dei trattamenti con un estratto di ortica: è una sostanza di base ottenuta dall’Urtica dioica ed è un insetticida naturale, particolarmente efficace proprio nei confronti degli Acari. In alternativa, specialmente in presenza anche di Afidi, possiamo utilizzare il sapone molle.
Ripetiamo i trattamenti ogni 7 giorni fino alla scomparsa dei parassiti.