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Ornamentali

Caryopteris clandonensis: per gli amanti del blu elettrico

Oggi parliamo del Caryopteris x clandonensis, una pianta ornamentale che dona una bellissima fioritura estiva con fiori di colore blu elettrico!

Il Caryopteris clandonensis è un arbusto caratterizzato da una fioritura di colore blu elettrico che adorna la pianta dall’estate fino all’autunno, quando altre piante ornamentali hanno già finito il loro ciclo colturale.

 

È un ibrido della famiglia delle Lamiaceae ed è quindi un parente della Salvia e della Lavanda e possiamo coltivarlo facilmente in tutta Italia, grazie alla sua resistenza al gelo invernale. Come le “cugine” anche il Caryopteris ha foglie profumate se le strofiniamo.

 

È una pianta arbustiva con portamento cespuglioso e può raggiungere 100 cm di altezza e larghezza. Le foglie sono ricoperte da una sottile peluria grigia che conferisce al fogliame un aspetto argenteo.  La fioritura inizia verso agosto e perdura fino a ottobre e ai primi freddi. Nei centri specializzati possiamo trovare diversi ibridi anche con fiori viola, foglie variegate e fioriture più abbondanti.

 

È una pianta decidua e in inverno con le prime gelate perde le foglie. Di solito avviene nel mese di ottobre ma nelle zone con clima mite possono perdurare fino a dicembre.

 

COME COLTIVARE IL CARYOPTERIS CLANDONENSIS

TEMPERATURA E SOLE

È una pianta che si adatta facilmente al clima italiano e si sviluppa con temperature comprese tra i 10°C e i 30°C. Oltre i 35°C dobbiamo intensificare le irrigazioni per evitare che secchi.

 

Tollera il gelo anche fino a -10°C: può seccare la pianta ma la radice resiste sottoterra e tornerà a germogliare. In questi casi è bene proteggerla con uno strato di pacciamatura con paglia o altri materiali naturali. Nei climi molto freddi alpini è meglio coltivarlo in vaso, per ricoverarlo in una serra fredda o una veranda in inverno.

 

Per crescere tondeggiante e produrre molti fiori necessità di almeno 6 ore di sole diretto al giorno. Scegliamo quindi una posizione soleggiata; nelle regioni con estati molto calde, oltre i 35°C, scegliamo una posizione semi ombreggiata nelle ore centrali della giornata.

IL TRAPIANTO

La messa a dimora si effettua in primavera. Prepariamo le buche con qualche settimana in anticipo e controlliamo che l’acqua venga assorbita rapidamente dal suolo senza creare ristagni. Togliamo sassi e radici di altre piante e distribuiamo sul fondo una dose di perle bio attivanti a lenta cessione. Sono prodotti a base di origine totalmente vegetale, e quindi naturale, con un alto livello di oligoelementi e zuccheri e un bilanciato apporto di amminoacidi. Elementi che favoriscono una sana attivazione dei processi metabolici della pianta e arricchiscono di preziosi elementi il terreno.

 

In seguito, ripetiamo la concimazione con il biostimolante a lenta cessione all’inizio della primavera, interrando leggermente le perle ai piedi della pianta. Stimolerà il risveglio vegetativo della pianta e la produzione della vegetazione. È utile una seconda somministrazione all’inizio dell’estate per stimolare una fioritura lunga e abbondante.

L’IRRIGAZIONE

Dopo il trapianto e durante il primo anno irrighiamo con regolarità in modo che il terreno risulti sempre umidi. In particolare durante l’estate, molto più critica per le giovani piantine.

 

Le piante adulte tollerano bene brevi periodi di siccità e in molte zone d’Italia si accontentano delle piogge e dovremo irrigare solo in estate. Nelle zone più calde aumenteremo la frequenza delle irrigazioni in funzione delle temperature massime diurne. In inverno le irrigazioni vanno sospese.

LA POTATURA

In inverno il Caryopteris clandonensis entra in riposo vegetativo. Nelle zone con inverni rigidi può anche perdere la parte aerea, ma la radice rimane viva. Pacciamiamo la base con foglie secche o corteccia per proteggere l’apparato radicale.

 

Alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa, verso febbraio/marzo, effettuiamo una potatura “radicale” potando i rami principali a circa 10/15 cm dal suolo. La fioritura avviene sui rami nuovi dell’anno, quindi quelli vecchi non “servono” più: questo tipo di potatura stimola la produzione di nuovi rami che avranno una crescita compatta e fioriranno abbondantemente.

 

Durante l’estate eliminiamo periodicamente i fiori appassiti: così stimoliamo la produzione di nuove infiorescenze.

LA DIFESA BIOLOGICA

Il Caryopteris è generalmente resistente a parassiti e malattie, ma può occasionalmente essere attaccato da Afidi, Acari (ragnetti rossi) e Aleurodidi (mosche bianche) che si riuniscono sui germogli freschi. Per prevenire la presenza di questo tipo di parassiti possiamo trattare preventivamente le piante con Olio di Neem e Farina di Basalto. In presenza di tanti insetti trattiamo le zone colpite con estratti di Oli di Agrumi o un Macerato di Crisantemo. Contro gli Acari è utile anche l’Estratto di Ortica, mentre per gli Afidi è meglio un Sapone molle di Potassio poiché toglie la melata, una sostanza zuccherina rilasciata da questi parassiti. La difesa biologica prevede l’uso congiunto di diverse soluzioni, tutte atte a migliorare le difese naturali delle piante.

 

Un tasso di umidità eccessivo nel suolo e nell’ambiente, magari causato da un’irrigazione eccessiva, può stimolare marciumi radicali e malattie fungine come l’Oidio (mal bianco) che si manifesta con una patina biancastra sulle foglie. Combattiamo le spore con trattamenti con Estratto di Equiseto e Farina di Basalto.

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